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Joe Bastianich al confine tra Polonia e Ucraina come inviato de "Le Iene" | VIDEO

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Il prossimo mercoledì 2 marzo andrà in onda durante le Iene un servizio registrato al confine tra Polonia e Ucraina che avrà tra i protagonisti anche Joe Bastianich. Il ristoratore, star della tv grazie a programmi come Masterchef e Italia’s got talent, è partito con la tropue del programma di Italia Uno in qualità di inviato speciale. Da giorni posta sul suo profilo Instagram aggiornamenti su quanto accade al confine dove sono sempre di più i profughi che cercano salvezza dalle bombe russe. Raggiunto al telefono, ha spiegato al Gusto.it cosa lo abbia spinto fin lì.

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“Sono immagini proprio di altri tempi. Inizialmente siamo venuti per fare un reportage sull’invasione ma arrivando abbiamo subito capito che non era la cosa più importante. Cioè non è raccontare delle operazioni militari e delle truppe, ma di cosa sta passando la gente, i civili. La crisi umanitaria è incredibile. E non sono persone che scappano dalla povertà. Sono persone anche benestanti, che stanno lasciando casa e lavoro per una speranza in più. Sono quasi esclusivamente donne e bambini, perché gli uomini dai 18 ai 60 anni potenzialmente arruolabili non possono lasciare il Paese. C’è anche la tristezza di famiglie divise. Mi sembra di vedere con gli occhi ciò che potevo solo immaginare dai racconti dei nonni. Non potevo non essere qui, certe cose della vita definiscono la persona che sei”. “Ovvio che io mi senta particolarmente solidale – aggiunge con voce commossa – con chi sta scappando e si ritrova senza casa e senza certezze per il futuro, perché penso che in una situazione simile si trovarono i miei nonni Erminia e Vittorio, che facevano parte del cosiddetto esodo istriano e dalla città di Pola riuscirono a trasferirsi a Trieste dove trovarono rifugio in un campo profughi. E qui ci sono persone che fuggono avendo lasciato tutto alle loro spalle”. “La situazione è apocalittica – la sua testimonianza – sto vedendo scene che ricordano le immagini della seconda guerra mondiale. Le famiglie al confine tra Ucraina e Polonia si dividono, perché gli uomini ucraini tra i 18 e i 60 anni non possono uscire dal Paese, sono tutti chiamati in servizio. Le donne, i bambini e gli anziani impiegano 30 ore a superare il confine e poi camminano nei boschi, perché in Polonia non sanno dove andare”.