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Lo spot che usa la decapitazione di James Foley

Allan Weh è un candidato al Senato repubblicano già chairman del partito dell’Elefante nel New Mexico. Il poltiico è finito in una polemica a causa dello spot che vedete qui sotto, nel quale (dopo circa 30 secondi) viene utilizzato il video della decapitazione di James Foley.

C’è da dire che nella scena viene mostrato soltanto il terrorista per pochi secondi, non c’è traccia di Foley. Ma questo non ha risparmiato Weh dall’accusa di aver sfruttato la decapitazione per fini politici, come scrive piuttosto esplicitamente Steven Benen su Msnbc.
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Ovviamente, il messaggio che l’aspirante senatore (lambito dagli scandali della tarda era Bush) voleva mandare non ha bisogno di essere esplicitato: con Barack Obama la leadership del paese è assente, il democratico è stato un presidente inadeguato e, alla fin fine, “per cambiare le cose a Washington bisogna cambiare gli uomini al Senato”, spiega Weh a quelli più duri di comprendonio.

JAMES FOLEY COME STRUMENTO POLITICO

E di certo sarà sistematico l’utilizzo di queste immagini nella prossima campagna, visto che la politica estera è decisiva nella corsa elettorale. Ma soprattutto: non sarà una questione di destra o di sinistra. Basta vedere quello che succede in Gran Bretagna: il poliziotto più importante del Regno Unito appoggia in pieno le misure drastiche proposte dal sindaco di Londra, Boris Johnson, per contrastare i jihadisti britannici dopo l’uccisione del giornalista americano James Foley. Sir Bernard Hogan-Howe, il capo di Scotland Yard, in una intervista radiofonica ha detto che per fermare i terroristi che si uniscono all’Isis è necessario togliere loro la cittadinanza, reintrodurre i ‘control orders’ per limitarne i movimenti, e anche pensare a una ‘presunzione di colpevolezza’ per chi va in Siria e in Iraq senza prima avvertire le autorità. Hogan-Howe non solo sottoscrive in toto quanto dichiarato da Johnson sul Daily Telegraph ma va contro quelle che sono le indicazioni del governo. Il ministro degli Interni, Theresa May, ha sì promesso nuove misure dopo il caso Foley per fermare il ‘turismo’ della jihad che affascina centinaia di giovani musulmani britannici ma allo stesso tempo ha definito come illegale la proposta di togliere la cittadinanza ai potenziali terroristi. “Mi sembra che sia un privilegio avere un passaporto ed essere cittadini di questo Paese – ha detto il comandante della polizia londinese – e se qualcuno decide di andare a combattere in un altro Paese o per un altro Stato, o contro un altro Stato, allora fa una scelta su dove vuole stare”.

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