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ISIS e il rischio attacco al Papa con un drone

L’ISIS sta preparando un attacco al Papa tramite drone? L’ipotesi allarma i servizi di sicurezza italiani e vaticani al punto che il livello di guardia per il rischio attentati è stato ulteriormente innalzato negli ultimi giorni. Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera dà conto dei rapporti segreti sui rischi di attacco con un drone e sulle contromisure che sta prendendo l’intelligence.

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La rivista dell’ISIS con la bandiera nera che sventola in Vaticano in copertina

ISIS E IL RISCHIO ATTACCO CON UN DRONE
Tra agosto e settembre in diverse occasioni i miliziani dell’Isis (il gruppo che si batte per la creazione di un califfato in MedioOriente) hanno minacciato i cristiani e il Papa. Nella loro rivista online compariva il fotomontaggio di una bandiera nera in piazza San Pietro. Il 21 settembre, in occasione della visita in Albania di Francesco, la sicurezza è stata rafforzata con tiratori scelti sui tetti di Tirana per il timore che jihadisti albanesi o kosovari potessero compiere un attentatocontro il Pontefice. Ma c’è apprensione anche per una data ben precisa: il 28 novembre, quando comincerà la visita di Papa Francesco in Turchia. Anche se il fronte più caldo, spiega il Corriere, rimane quello italiano:

Nelle ambasciate occidentali a Roma si avverte una certa inquietudine. Tra i diplomatici ci si scambia impressioni che danno corpo agli scenari più foschi. Ma i servizi di sicurezza italiani e vaticani appaiono più cauti. Analizzando la rivista Dabiq, la sensazione dell’intelligence è che con i suoi proclami l’Isis (acronimo di Islamic State of Iraq and Syria) stia parlando innanzitutto all’interno del mondo musulmano, per imporre il primato sunnita contro gli odiati sciiti e accreditarsi come unico vero nemico dell’Occidente. Ma non esistono indizi di attentati clamorosi in preparazione da parte del gruppo terroristico. L’unico timore è che qualche affiliato europeo, per imitazione prepari un’azione dimostrativa fai-da-te: magari utilizzando un drone da pilotare su piazza San Pietro durante un’udienza. «Per ora», viene spiegato, «il pericolo non è quello di grandi attentati ma dell’atomizzazione dell’eversione».

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Cos’è un drone (Corriere della Sera, 20 novembre 2014)

…E IL CARATTERE DI BERGOGLIO
In tutta questa storia però c’è un’incognita: l’atteggiamento insofferente nei confronti degli apparati di sicurezza da parte di Papa Bergoglio, che non ha davvero alcuna intenzione di frapporre ostacoli all’abbraccio con il popolo cristiano. Un atteggiamento lodevole per un Papa che evidentemente non ha paura del martirio, ma tutto ciò rende maledettamente complicato difenderlo da eventuali attacchi a sorpresa. «Che mi ammazzino. E’ la cosa migliore che può capitarmi», ha detto lui a Juan Carlos Molina, secondo quanto riportato dal Clarìn qualche tempo fa.