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La storia della bandiera dell'ISIS ritrovata in una casa del litorale romano

Succede a Roma, sabato notte: un’auto di lusso con a bordo due maghrebini non si ferma all’alt degli agenti del commissariato Romanina. Parte l’inseguimento che finisce con i due che abbandonano l’auto e scappano a piedi perdendosi per le campagne tra il grande raccordo anulare e la circonvallazione Orientale. I poliziotti si avvicinano all’automobile e qui ci trovano due pistole. Non vecchi revolver, ma roba di avanzata tecnologia, come raccontano Messaggero e Tempo sulla storia. Che qui si ingrossa.
 
ISIS A ROMA: LA BANDIERA NELLA CASA DEL LITORALE
Gli agenti risalgono al proprietario dell’automobile, che risulta abitare in un residence lungo la Cristoforo Colombo, tra l’Infernetto e Acilia. Nell’appartamento i due trovano la moglie, cittadina italiana, e fanno anche un’altra scoperta.

La donna, una cittadina italiana ha in casa bandiere dell’Isis, articoli di giornale inneggianti al Califfato e delle mappe della città di Roma, forse la cartina serve per indicare gli obiettivi da colpire. Sulla vicenda il riserbo è strettissimo, tutti gli elementi sono al vaglio degli inquirenti. Il materiale sequestrato farebbe pensare a una cellula terroristica con base operativa proprio sul litorale romano. La donna è stata identificata e condotta in commissariato e ora dovrà chiarire la sua posizione. Di certo, per ora c’è solo il punto di partenza di un’inchiesta appena iniziata e che non esclude possibili collegamenti tra la donna e una rete di simpatizzanti che opera tra Roma e la sua periferia.

Per il Tempo invece i due cittadini tunisini sarebbero stati fermati dalla polizia. Secondo quanto ricostruito dl quotidiano romano, la vicenda nasce da un controllo effettuato la notte precedente da un pattuglia del Commissariato Romanina in via dei Sette Metri. Gli agenti, fermata un’autovettura con due persone a bordo, hanno iniziato i dovuti accertamenti per procedere alla loro identificazione. Proprio mentre erano in corso tali operazioni, una bomboletta contenente uno spray antiaggressione notata nel vano portaoggetti ha fatto insospettire gli agenti, che hanno quindi chiesto l’ausilio di un’altra pattuglia. Proprio mentre i due stavano scendendo dall’auto per essere controllati, gli agenti hanno notato un passamontagna e dei guanti in lattice cadere in terra e, contemporaneamente, il guidatore scendere improvvisamente impugnando un’arma nella quale ha inserito il colpo in canna. I poliziotti si sono immediatamente gettati sulla persona armata, ingaggiando con lui una furiosa colluttazione, riuscendo a bloccargli la mano e a far cadere in terra l’arma. L’uomo, al termine, è riuscito a darsi alla fuga; anche l’altro occupante dell’auto, approfittando del momento concitato, è riuscito a dileguarsi. Sul posto si sono quindi recati gli investigatori della Digos che hanno fatto scattare le indagini. La pistola, recuperata, è risultata essere provento di furto.
 
L’ARRESTO DI H.S.
Scrive l’agenzia Omniroma che grazie agli elementi acquisiti, gli investigatori sono risaliti ad un esercizio commerciale sito nella zona di S.Basilio, luogo da loro presumibilmente frequentato in passato. Proprio grazie ai servizi di appostamento effettuati sul posto, nel pomeriggio di ieri uno dei due è stato individuato e bloccato dagli agenti della Digos e del Commissariato S. Basilio. Condotto in Ufficio, è stato identificato per H.S., tunisino di 30 anni. Al termine degli accertamenti, è stato sottoposto a fermo. Dovrà rispondere di tentato omicidio, ricettazione e porto abusivo di arma da fuoco, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Le ulteriori indagini dovranno tentare di stabilire eventuali appoggi e sostegni di cui il fermato ha goduto nel periodo della fuga. L’altro uomo, riuscito a fuggire, è attivamente ricercato.