Fatti

L'infermiera che sbagliando strada salva la vita di un ragazzo ferito in un incidente

neXt quotidiano|

isabella zermani anguissola infermiera autostrada incidente a1

È stata una casualità a portare Isabella Zermani Anguissola, un’infermiera in viaggio per Ancona, proprio lì dove serviva, sul luogo di un incidente. La donna viaggiava con madre e figli sull’autostrada A1, aveva sbagliato svincolo, e si è trovata di fronte alla scena di un disastro: all’altezza di Ponte Ronca (Modena) un tir fuori strada, un furgoncino quasi interamente distrutto. Giuseppe Riccardo, 30enne di Carpi, è ferito: ha riportato una frattura alle costole e un trauma cranico. Per fortuna Zermani Anguissola è una professionista e grazie alla sua esperienza al Pronto Soccorso di Piacenza sa cosa fare: corre verso il furgoncino, gli sorregge la testa e cerca di parlargli: “Non potevo correre il rischio che si muovesse, che si accasciasse in macchina, sarebbe stato troppo pericoloso. A tratti era cosciente. Aveva la percezione che ci fosse qualcuno accanto a lui. Ogni tanto mi diceva: lasciami la testa, mi fai male. Poi si assopiva un po’”, ha spiegato a Repubblica. “Ero certa che qualcuno avesse già chiamato il 118, ma non era presente ancora nessun sanitario. Gli ho tenuto la testa ferma tutto il tempo, mentre attorno a me operavano i vigili del fuoco e poi i colleghi dell’automedica”.

L’infermiera che sbaglia strada, si trova sul luogo di un incidente e aiuta un ragazzo ferito

L’incidente risale a martedì 1 febbraio: Giuseppe ora è ricoverato all’ospedale Maggiore di Bologna, ha subito un intervento di 14 ore. “È stata un’operazione molto complessa, che ha riguardato buona parte del volto, inclusi sopracciglia, naso e mandibola”, ha spiegato la madre, che dopo aver saputo dalla Polizia Stradale dell’intervento di una donna ha cercato sui social Isabella in ogni modo: “Cerco una ragazza magra, capelli castani ricci e lunghi, che martedì verso le 10.30 – 11.00 ha dato il primo soccorso a mio fratello che ha avuto un incidente tra Modena Bologna. La vorremo tanto ringraziare per averlo soccorso e per avergli tamponato la ferita alla testa mentre era incastrato  e soprattutto la vorremo ringrazia per non averlo lasciato solo finché i medici non l’hanno sedato, perché era molto grave”. Fino a riuscire a rintracciarla. “Mi ha detto che la situazione è sempre grave – ha spiegato l’infermiera – e mi ha ringraziato tanto, è stata molto carina, ma io ho fatto il minimo che si potesse fare, mi sarei fermata anche se non fossi stata un sanitario. Dovevo farlo”.