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La versione dell'Iran sulla morte di Mahsa Amini, Sarina Esmailzadeh e Nika Shakarami

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Secondo l’autopsia e la perizia di un medico legale iraniano, Mahsa Amini non sarebbe morta a causa delle percosse della polizia religiosa ma a causa di un’ipossia, una carenza d’ossigeno che ha provocato danni cerebrali. I risultati dell’autopsia sono stati diffusi venerdì dalla IRNA, un’agenzia giornalistica iraniana che copre le notizie nazionali e internazionali e che opera sotto il controllo del Ministero della Cultura e dell’Orientamento islamico. La famiglia di Amini ha già contestato la perizia in cui si legge che la morte «non è stata causata da percosse alla testa e agli arti», che le condizioni di salute della donna si erano aggravate a causa di «malattie preesistenti» e che i tentativi di rianimazione non avevano funzionato.

Mahsa Amini aveva 22 anni ed è morta in carcere a Teheran lo scorso 16 settembre dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa perché accusata di non indossare correttamente l’hijab. La famiglia sospetta che la donna sia morta a causa delle percosse subite in carcere mentre era sotto la custodia della polizia. In seguito alla morte di Amini si sono diffusi dei movimenti di protesta in tutto l’Iran.

La versione dell’Iran sulla morte di Sarina Esmailzadeh e di Nika Shakarami

Le autorità iraniane hanno fornito la loro versione sulla morte di Sarina Esmailzadeh, la donna sedicenne morta lo scorso 23 settembre durante le proteste per la morte di Amini nella provincia di Alborz. Secondo le autorità, Esmailzadeh si sarebbe suicidata e non sarebbe morta a causa delle percosse delle forze di sicurezza, come sostiene invece Amnesty International. I media iraniani hanno intervistato la madre di Esmailzadeh, costringendola a sostenere che sua figlia avesse già tentato il suicidio in passato.

Le autorità iraniane hanno sostenuto anche che la sedicenne Nika Shakarami è morta in seguito a una caduta da un edificio. Nasrin Shakarami, madre di Nika Shakarami, ha accusato invece le autorità iraniane di aver ucciso sua figlia. La ricostruzione delle autorità iraniane è stata confermata ai media iraniani da alcuni parenti di Nika Shakarami ma è probabile che siano stati costretti a rilasciare questo tipo di dichiarazioni, come sostiene anche Nasrin Shakarami.