Fatti

L'Iran sta limitando l'accesso a internet per bloccare le proteste per la morte di Mahsa Amini

@Giordana Battisti|

IRAN

In Iran è il sesto giorno di proteste per la morte di Mahsa Amini, una donna di 22 anni morta in carcere a Teheran il 16 settembre dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa per non aver indossato correttamente l’hijab. Nei giorni immediatamente successivi alla morte di Amini, sui social network sono comparsi numerosi video in cui le donne si tagliavano i capelli in segno di protesta. Nei giorni a seguire le proteste contro la polizia religiosa e contro il regime hanno registrato una crescita in intensità e si stanno tenendo in diverse città del paese. Le donne sono scese in piazza senza hijab, in alcuni casi hanno brucato gli hijab e una manifestante si è tagliata i capelli in pubblico. Secondo la ONG Iran Human Rights nel corso delle proteste sarebbero morte 31 persone, mentre la televisione di stato iraniana parla di 17 morti.

L’Iran limita l’accesso a internet in tutto il Paese

Il governo iraniano starebbe bloccando l’accesso a internet in tutto il Paese per provare ad arginare le manifestazioni: WhatsApp, Instagram e almeno due delle principali reti mobili sarebbero bloccati. I social vengono spesso utilizzati dai cittadini per scambiarsi informazioni e organizzare le proteste e questa sarebbe l’obiettivo principale perseguito dal governo iraniano. Inoltre, limitando l’accesso a internet, diventa anche più difficile diffondere notizie su quanto sta accadendo nel Paese.

Come riporta l’osservatorio sull’accesso a internet Netblocks, non si registrava una restrizione più severa di questa dal novembre 2019, quando nelle proteste contro il governo scoppiate in seguito all’annuncio dell’aumento del prezzo del carburante morirono – secondo quanto riportato da Amnesty International – 324 persone. Parte del malcontento espresso dai manifestanti – sia nel 2019 sia nelle proteste di quest’anno – è dovuto alla figura di Ali Khamenei, attuale Guida suprema dell’Iran, cioè la principale figura politica e religiosa del paese.

Secondo alcune testimonianze, su WhatsApp sarebbe possibile mandare ancora dei messaggi di testo mentre inviare immagini o altri file sarebbe impossibile.