Rassegna Stampa

Gli abominevoli titoli sulla donna investita dopo aver fatto il vaccino

Alcuni quotidiani continuano a tirare la corda. L’emblema è nella narrazione fatta per raccontare un incidente accaduto a Taranto

Investita dopo vaccino

Abbiamo un problema che parte dalla comunicazione e si esaurisce nel mondo del giornalismo. Stanno facendo discutere, inevitabilmente, le scelte titolistiche di alcuni quotidiani per parlare di un fatto di cronaca avvenuto a Taranto, dove un’82enne è deceduta dopo esser stata investita da un autobus. Un incidente come, purtroppo, capitato già in passato. Ma la narrazione fatta da alcuni siti di informazione – legati a testate molto note e molto lette – ha raggiunto un punto paradossale: la donna investita dopo vaccino, scrivono in molti. Come se la somministrazione del prodotto anti-Covid fosse da correlare a questa tragedia.

Investita dopo vaccino, gli assurdi e abominevoli titoli dei giornali

Il caso che fa più discutere – anche per la vasta eco di pubblico – è quello del quotidiano La Repubblica. Ieri sera, al momento del lancio della notizia, sull’edizione online del giornale compariva questo titolo.

Investita dopo vaccino, La Repubblica

“Taranto, muore investita da un bus: era appena uscita dall’ambulatorio dopo aver fatto il vaccino”. In molti, sui social, si sono chiesti: “Ma cosa c’entra il vaccino?”. La risposta è: “nulla”. Poi, dopo qualche ora, La Repubblica ha modificato quel titolo eliminando l’inutile sottolineatura sulla vaccinazione.

Ma il titolismo sbagliato ha coinvolto anche altre testate. Vediamo, per esempio, la versione (ancora online) della Gazzetta del Mezzogiorno.

E, ancora, anche il titolo dell’Unione Sarda parla di donna investita dopo vaccino.

La percezione e le scelte sbagliate

Questi sono i tre esempi più eclatanti per via del vasto pubblico che segue e legge i quotidiani citati. Ma questo titolismo isterico sul fatto di cronaca avvenuto a Taranto è stato ripreso anche da altri siti minori e blog. Il problema non è solo nella forma, ma nel contenuto. In una settimana in cui la percezione sulla campagna vaccinale (in Italia e non solo) sta portando ad esasperazione, stress e panico, scegliere di citare il “vaccino” anche parlando di casi in cui – per evidenti motivi – non c’è bisogno di citarlo non può che provocare irritazione e far perdere credibilità nei confronti del mondo dell’informazione.