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Inirida Roa Sierra, la 45enne venezuelana uccisa dal compagno a Civitavecchia

@neXt quotidiano|

Inirida Roa Sierra

Una lite iniziata questa mattina in quell’abitazione di via Fratelli Cervi, a Civitavecchia. Prima le grida, poi le mani addosso fino a stringersi fatalmente attorno al collo, con l’aiuto di un sacchetto di plastica, di Inirida Roa Sierra, provocandone la morte per soffocamento. L’ennesima tragedia, l’ennesimo femminicidio. Il tutto è avvenuto intorno alle ore 10 di oggi, venerdì 1° aprile, in quella cittadina portuale a Nord di Roma. La vittima aveva 45 anni ed era originaria del Venezuela. A compiere il folle gesto sarebbe stato il compagno della donna, un 73enne ferroviario in pensione già noto alle forze dell’ordine.

Inirida Roa Sierra, l’ennesima vittima di femminicidio a Civitavecchia

Secondo le prime ricostruzioni, a chiamare le forze dell’ordine sarebbe stato proprio il compagno della donna, trovato in stato di choc all’arrivo dei soccorsi. L’autopsia chiarirà i motivi della morte di Inirida Roa Sierra, ma dalle prime indagini sul corpo senza vita della 45enne venezuelana sarebbero emersi già gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo. La donna, infatti, avrebbe perso la vita per soffocamento: il compagno le avrebbe prima messo un sacchetto di plastica intorno alla testa, per poi stringere entrambe le mani intorno al collo al culmine di una discussione. E la donna, visti gli altri segni sul corpo, avrebbe cercato di divincolarsi da quella presa e di reagire a quell’aggressione.

Come riportano alcuni quotidiani locali, il 73enne si trova in stato di fermo in caserma per rispondere all’interrogatorio della Polizia. Il sindaco di Civitavecchia ha commentato così la notizia:

“Le indagini sono in corso e gli inquirenti stanno verificando quanto avvenuto, qualora fossero confermate le prime informazioni apprese si tratterebbe ancora una volta di violenza contro le donne, di un femminicidio, un fatto inaccettabile e drammatico, che sarebbe nuovo per la nostra città. Quello che posso dire è fare un appello alle donne, di denunciare e di rivolgersi sempre alle forze dell’ordine”.