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Il caso di Coronavirus all’ospedale Di Venere di Bari

La positività della donna, che è asintomatica, è stata rilevata con un tampone, durante gli screening di routine negli ospedali. I pazienti del reparto di Medicina sono stati trasferiti e su tutto il personale sono stati eseguiti i test che, al momento, hanno dato esito negativo

ospedale di venere bari

Una infermiera dell’ospedale Di Venere di Bari è risultata positiva al Coronavirus e il reparto in cui lavora, quello di Medicina, è stato chiuso per sanificazione. La notizia è stata confermata all’agenzia di stampa Ansa da fonti sanitarie. La positività della donna, che è asintomatica, è stata rilevata con un tampone, durante gli screening di routine negli ospedali. I pazienti del reparto di Medicina sono stati trasferiti e su tutto il personale sono stati eseguiti i test che, al momento, hanno dato esito negativo.

Il caso di Coronavirus all’ospedale di Venere di Bari

L’ospedale Di Venere con l’arrivo dell’emergenza sanitaria, ha dovuto cambiare velocemente la propria mission riuscendo in poco tempo a raggiungere un volume di oltre 300 tamponi analizzati ogni giorno. “Il servizio di citologia e screening – si legge in una nota della ASL di Bari – dall’8 marzo scorso ha cambiato strada, convertendosi anche in laboratorio Covid ed entrando a pieno titolo, dal 25 marzo successivo, nella rete istituita dalla Regione Puglia. Il mutamento è stato innanzitutto logistico, in quanto è stata riservata una parte degli ambienti all’attività di analisi Covid, in modo del tutto sicuro e isolato rispetto al resto del laboratorio. Una riconversione attuata applicando rigorose misure di sicurezza per il personale che, come in ogni altro reparto Covid, utilizza dispositivi di protezione individuale in grado, a seconda delle lavorazioni in corso, di ridurre al minimo i rischi di contagio. Fondamentale, inoltre, l’utilizzo di apparecchiature e strumenti idonei ad affrontare la nuova sfida. Per questo sono state acquistate delle cappe aspiranti a flusso laminare per biologia molecolare che consentono di contenere il rischio nella manipolazione dei tamponi e DPI di contenimento classe 2-3, adatti anch’essi a maneggiare in sicurezza i tamponi del coronavirus”.

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