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Perché è successo l’incidente mortale della funivia a Mottarone?

Qual è la dinamica dell’incidente di Mottarone e perché la funivia è precipitata provocando la morte di 14 persone, tra cui due bambini?

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Qual è la dinamica dell’incidente di Mottarone e perché la funivia è precipitata provocando la morte di 14 persone, tra cui due bambini? In attesa degli accertamenti quello che è sicuro è che si è spezzato un cavo: perché?

Perché è successo l’incidente mortale della funivia a Mottarone?

Cosa è successo a Mottarone? Sono morte 14 persone tra le 15 presenti sulla funivia. L’ultimo è stato il bambino di nove anni estratto vivo dai rottami ma deceduto in ospedale per arresto cardiaco. Oltre a lui un altro piccolo di due anni è rimasto vittima dell’incidente insieme ai suoi genitori, una famiglia completamente cancellata. L’unico superstite è Eitan, cinque anni, che si trova ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove ieri sera  è stato operato per stabilizzare le fratture riportate alle gambe. Nell’urto il bambino ha riportato anche diversi traumi. Secondo quello che riferisce il sindaco di Stresa Marcella Severino: “Due escursionisti hanno sentito un grosso fischio e hanno visto che questa cabina che stava arrivando in vetta si è messa di colpo a retrocedere velocemente, poi ha preso un pilone ed è sbalzata, ha fatto due balzi sul terreno scosceso e si è fermata contro degli abeti”, sarebbe questa la dinamica dell’incidente alla funivia. Scrive il Corriere:

E più o meno mezzogiorno. La cabina sale lenta, come sempre. Sobbalza un po’ a ogni pilone, com’è normale. Sembra di vederli, tutti, con gli occhi incollati ai finestrini a guardare il panorama lontano o il fitto bosco di abeti e larici al di sotto. Ci sono tre bambini, in quella piccola folla. Due sono nati nel 2015, l’altro invece ha due anni. I dodici adulti sono in gran parte italiani o residenti in Italia, qualcuno è di nazionalità israeliana e uno iraniano. C’è divertimento, nell’aria, leggerezza. Si passa l’ultimo pilone, ancora pochi istanti e ci siamo. La cabina sta per arrivare alla meta. Mancano pochissimi metri all’attracco quando succede qualcosa. La fune «traente» si spezza e l’uomo che lavora per la funivia é che sta aspettando gli ospiti a monte vede la cabina tornare indietro, giù. Il cavo, spezzandosi, quasi lo colpisce. Quella scatola volante e il suo carico umano scivolano indietro veloci. In una eventualità del genere i freni di emergenza dovrebbero entrare in funzione e tenere fermo l’abitacolo in attesa dei soccorsi ma non succede niente di tutto questo. La cabina scende all’indietro e torna verso l’ultimo pilone appena superato in salita. E la fine. Arrivando in quel punto la parte che fa da gancio scarrucola e precipita sulla «pista» degli alberi tagliati che segna l’intero percorso del viaggio Stresa-Mottarone. Quando tocca il suolo la cabina crea una specie di cratere, «come se fosse scoppiata una bomba», per dirla con le parole di chi ha visto la scena. Ma non è ancora finita. La pendenza è così elevata che quelle lamiere ormai accartocciate rotolano più in giù di altre decine di metri fino a fermarsi contro gli alberi. Quando i primi soccorritori arrivano sul posto trovano soltanto cinque persone ancora dentro la cabina, tutte morte, fra loro un bambino

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Qual è la causa dell’incidente della funivia di Mottarone-Stresa? La procura ha aperto un fascicolo penale con le ipotesti di reato di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, ha disposto il sequestro dell’impianto, che è di proprietà del comune ma gestito dalla società Ferrovie del Mottarone, della famiglia Nerini. “Per ora procediamo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, pou dobbiamo verificare anche la fattispecie dei reati colposi di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell’impianto”. Cosi’ il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi che ha aggiunto: “L’intera area è stata posta sotto sequestro e nomineremo dei tecnici per accertare le cause dell’incidente”.

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foto IPP/VDF – Precipita una cabina della funivia Stresa – Mottarone – Nella foto la cartina del posto

Il procuratore ha poi proseguito sottolineando che da un primo esame “la funivia aveva quasi terminato la sua corsa mancavano pochi metri all’arrivo” mentre rispetto al fatto se il cavo si sia rotto o sganciato ha precisato: “non è un accertamento che può essere fatto nell’immediatezza sarà necessario fare verifiche di carattere tecnico” Secondo la ditta che gestisce la manutenzione, la Leitner, “l’ultimo controllo magnetoscopico della fune è stato effettuato a novembre del 2020 e gli esiti dello stesso non hanno fatto emergere alcuna criticità, si legge in una nota. La revisione generale, che consiste in una severa revisione dell’intero impianto, dalle cabine ai carrelli, agli argani e alle apparecchiature elettriche, era stata realizzata nell’agosto del 2016. Da allora, ogni anno a novembre, si sono succeduti con regolarità i controlli alle funi. Sempre con esito positivo. Nell’impianto di Stresa-Mottarone Leitner ha in carico la manutenzione straordinaria e quella ordinaria, mentre i controlli giornalieri e settimanali di esercizio fanno capo alla società di gestione Ferrovie del Mottarone”. La struttura risale al 1970 e nel 2014 era stata oggetto di una revisione che aveva portato alla chiusura dell’impianto per due anni. Il 13 agosto 2016 è stata inaugurata la riapertura della funivia e tra ottobre-dicembre 2016 sono state anche rinnovate le relative stazioni di riferimento della funivia. Una scelta quella di chiudere non senza incertezze vista la longevità dell’infrastruttura. I lavori per la funivia che collega Stresa e la cima del Mottarone partono nel 1963 per sostituire il vecchio percorso ferroviario datato al 1911, con tanto di stazione in stile Liberty, con un nuovo impianto più funzionale e veloce. I lavori, affidati alla ditta Piemonte Funivie, vanno avanti alcuni anni fino all’inaugurazione dell’impianto il primo agosto del 1970. Nel 2002 la funivia è stata sottoposta a una revisione straordinaria eseguita dalla ditta Poma Italia (ora Agudio). Nel 2009, a completamento dell’opera, è stata costruita dalla società Leitner una seggiovia biposto che dalla stazione di arrivo della funivia al Mottarone conduce alla croce in vetta al monte (1491 m s.l.m.), alle piste da sci e ad Alpyland.