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Ilaria Loquenzi confermata: Casaleggio vince ancora contro i deputati

Ilaria Loquenzi è stata confermata alla guida dello staff di comunicazione del gruppo M5s della Camera. I deputati hanno votato a favore della proposta di conferma avanzata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, dopo che la scorsa settimana avevano espresso il loro sfavore alla Loquenzi e avanzava la candidatura di Silvia Virgulti.  Ilaria Loquenzi e Silvia Virgulti su Facebook hanno la stessa foto profilo. E forse non è un caso che sia stata cambiata proprio il 21 maggio, ovvero il giorno in cui un articolo a firma di Iacopo Jacoboni sulla Stampa raccontava del presunto scontro tra Gianroberto Casaleggio, il direttorio e Luigi Di Maio, Al centro della disputa c’erano proprio loro due.

Il capo della comunicazione doveva essere un super-super capogruppo parlamentare, una figura di fatto molto politica che tenesse i rapporti tra Roma e Milano, tra una base parlamentare spesso (con alcune, minoritarie e lodevoli eccezioni) impreparata e vogliosa solo di visibilità, e i capi. Che decidesse chi mandare in tv, cosa riferire o non riferire a Casaleggio. Ecco: La Loquenzi, ex collaboratrice di Roberta Lombardi, non è mai piaciuta alla maggioranza dell’assemblea. Le è sempre stato fatto un contratto di tre mesi in tre mesi. Come mai, ora, Di Maio e il direttivo accettano di andare a porre il problema a Casaleggio?
In pole per sostituirla c’è Silvia Virgulti, una professionista che tenne alla Casaleggio i corsi per i dieci deputati selezionati per andare in tv. Virgulti è una parmense molto vicina politicamente a Di Maio, fu presentata a Casaleggio dai fratelli Pittarello (uno dei quali, Filippo, lavora in azienda, ebbe un ruolo importante nella fase aurorale del Movimento, è amico di Davide, il figlio del cofondatore). Morale: Casaleggio ha detto no, ma è sempre più solo.

 

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Ilaria Loquenzi con Silvia Virgulti nella foto profilo su Facebook

ILARIA LOQUENZI CONFERMATA: CASALEGGIO VINCE ANCORA CONTRO I DEPUTATI
La mancata ratifica della nomina della giornalista romana aveva mandato su tutte le furie i due leader. L’ex comico genovese ed il guru milanese si sono rifatti al regolamento interno secondo cui spetterebbe ai fondatori cinquestelle indicare i capi degli staff comunicazione di Camera e Senato, ed all’assemblea ratificare la scelta con un voto. I due leader hanno letto l’episodio come un atto di sfida ed hanno riproposto lo stesso nome, quello della Loquenzi, intimando ai parlamentari di partecipare all’assemblea (la scorsa assemblea erano presenti soltanto una quarantina) e di votare a favore della loro candidata. L’intervento di Milano non è piaciuto a molti parlamentari che hanno giudicato la richiesta una intromissione. La Loquenzi, suo malgrado, è divenuta motivo del contendere tra fazioni in lotta. Contro la proroga del suo mandato – già da un anno lavora con il M5S alla Camera – avrebbero votato i deputati che hanno inteso così sfidare Grillo e Casaleggio, ma anche alcuni parlamentari che si lamentano del fatto di non essere stati abbastanza coinvolti nelle attività di comunicazione (ovvero di essere andati poco in televisione). In difficoltà anche il direttorio che guida la pattuglia parlamentare a Roma. Milano avrebbe rimproverato ai cinque membri di aver trascurato il voto e di aver consentito che si creassero i presupposti per un incidente che – viene raccontato – “si poteva tranquillamente evitare”. Allo stesso tempo, alcuni deputati accusano il direttorio di essere “al servizio” di Grillo e Casaleggio.
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Ilaria Loquenzi: Casaleggio ieri ha “vinto” il secondo referendum sul suo nome

CLAUDIO MESSORA E I VENTI MEMBRI DELLO STAFF LICENZIATI
I due co-fondatori pentastellati hanno inviato una lettera ai parlamentari che è stata letta durante la riunione di ieri sera. I deputati, hanno ricordato Grillo e Casaleggio nella lettera a doppia firma letta nel corso della riunione, sono invitati a ratificare con un voto i nomi dello staff della comunicazione. Ma la scelta, sia chiaro, spetta ai vertici. I due fondatori del Movimento fanno riferimento, nello specifico, al documento firmato dagli eletti prima di entrare in Parlamento. E che, tra le altre cose, prevede che la comunicazione sia ad appannaggio della Casaleggio associati. Sul ‘caso Loquenzi‘ c’è stata inoltre un’altra lettera: quella dei colleghi della comunicazione che hanno manifestato solidarietà e stima professionale per la ex collaboratrice di Paola Taverna.  “Sono contento di sapere che anche i collaboratori interni al M5S vengano tutelati. Il diritto al lavoro non si difende solo sul palco”, dice invece all’AdnKronos Claudio Messora, ex capo in Europa poi mandato via con gran parte del suo gruppo, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe: “Mi sarebbe piaciuto – dice all’Adnkronos- che lo stesso trattamento fosse stato riservato anche ai ragazzi della Comunicazione che erano stati assunti a Bruxelles, alcuni lasciando casa e lavoro, mandati via dopo soli due mesi nonostante la qualità e l’impegno che hanno saputo dimostrare. Purtroppo hanno avuto una sorte diversa: in quell’occasione, nessuno ha avuto a cuore il loro destino”.

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