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Il zoning per le prostitute a Roma

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All’inizio c’era il quartiere a luci rosse. L’ipotesi era partita dall’Eur, dove il presidente del IX Municipio aveva lanciato l’idea subitaneamente accolta dal sindaco Ignazio Marino. Ma i cattolici renziani del Partito Democratico si erano ribellati, in nome del bigottismo. E allora il comune cambia verso, con la furbizia tipica della politica: ecco a voi il zoning.
 
IL ZONING PER LE PROSTITUTE A ROMA
Il zoning e l’interdizione alla prostituzione in alcune aree della città. “Nel nuovo regolamento di polizia urbana vogliamo prevedere di interdire la prostituzione nelle zone di grande viabilità e tenere il fenomeno lontano da insediamenti abitativi”, ha detto il vicecapo di Gabinetto del sindaco, Rossella Matarazzo, specificando che esisteranno tre tipi di sanzioni di cui una più sostanziosa per il cliente tra i 350 e i 400 euro.  Il vicecapo di Gabinetto del sindaco ha spiegato che “ci sarà poi una sanzione inferiore per chi esercita ed una per chi semplicemente effettua manovre pericolose in prossimità di situazioni del genere”, e cioè per i clienti che, ad esempio, in auto fanno manovre pericolose per avvicinarsi alle prostitute. “I proventi di queste sanzioni dovranno essere utilizzati per progetti di contrasto alla tratta di esseri umani, come quella del progetto ‘Roxanne’, perché riteniamo che il problema di fondo sia il contrasto dello sfruttamento”, ha continuato Rossella Matarazzo sottolineando che il regolamento di Polizia urbana “esiste già ma era fermo a 68 anni fa. Ma ora ne stiamo parlando perché deve essere condiviso”. Il Messaggero ha pubblicato un’infografica che riepiloga quali sarebbero le strade vietate per le prostitute a Roma: via Salaria, viale Palmiro Togliatti, via di Nazareth, viale dei Primati Sportivi, via Tiburtina, viale Guglielmo Marconi.

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Zoning: l’infografica del Messaggero sulle strade vietate alle prostitute a Roma

«I divieti sono categorici nelle strade in prossimità di abitazioni, anche di una sola unità abitativa -ha spiegato la Matarazzo al Messaggero – Le multescattano, poi, in quei casi di prostituzione a ridosso di luoghi di culto, scuole, uffici, parchi e aree verdi», precisa il vice capo di Gabinetto. E sul “trucchetto” delle prostitute alla fermata dell’autobus? «C’è poco da fare i furbi – replica la Matarazzo – comportamenti sospetti in un luogo pubblico e abbigliamento rimangono inequivocabili. Ci sarà un verbale delle sanzioni che preciserà tutta la situazione».
 
CHI SAREBBE IL FURBO?
In realtà però qui di furbi sembrano essercene più di uno. Il decoro urbano, se davvero si fosse interessati a mantenerlo, dovrebbe essere appannaggio di tutte le strade, e non soltanto di alcune. Ma è evidente che il Comune di Roma sa benissimo che se davvero quelle strade diventassero vietate perché ad alto rischio multe, le prostitute non sparirebbero di certo dalla città. Si sposterebbero semplicemente in altre strade. Magari creando spontaneamente proprio quelle strade a luci rosse che il Comune voleva approntare a Roma… Attualmente nel quartiere in 23 strade si concentra il 50 per cento del fenomeno della prostituzione dell’intero IX municipio che ospita oltre 170 mila abitanti. In tante città europee la prostituzione è regolamentata e/o legalizzata, e le lucciole pagano le tasse come alcune di loro vorrebbero fare in Italia. A Roma la prostituzione è un fenomeno che interessa un esercito composto per il 65 per cento da donne (in gran parte rumene e nigeriane), per il 30 per cento da transessuali (brasiliane in primis e poi colombiane e argentine) e per il restante 5 per cento da uomini (rumeni e nordafricani), questi ultimi in vendita soprattutto nella zona di Termini, la grande stazione. La scelta di Marino e compagnia sembra quindi una furbizia per ottenere quello che si voleva qualche tempo fa ma l’amministrazione non ha avuto il coraggio di portare a casa a causa dell’opposizione interna nel partito. Insomma, è una furberia anche questa, e nasconde ancora una volta la debolezza politica del sindaco-alieno. Intanto la Matarazzo ha detto al Messaggero che aspetta una norma sulla prostituzione dal parlamento. Ovvero: che il parlamento regoli la prostituzione con legge, “salvando” i sindaci dal prendere decisioni impopolari. Non è un po’ troppo facile fare il politico così?
 
I QUARTIERI A LUCI ROSSE NELLE CITTÀ D’EUROPA
Eppure l’iniziativa del comune di Roma non sarebbe stata certo isolata in Europa. Il più famoso quartiere a luci rosse in Olanda è “De Wallen”, che è una delle principali attrazioni per i turisti che visitano Amsterdam. In Olanda è vietato esercitare la prostituzione in strada. La professione è anche protetta, visto che ci sono limitazioni per lavorare in questi quartieri a chi non è un cittadino dell’Unione Europea. I piccoli appartamenti che si trovano nell’intricata combinazione di viuzze e canali dell’antico quartiere sono abitati da prostitute che mettono in vendita le loro prestazioni dietro una vetrina illuminata. La zona offre anche sexy shop e locali notturni con spettacoli erotici dal vivo, un museo del sesso e un museo della cannabis. Nella zona le prostitute sono di casa dal XIV secolo. Negli ultimi anni alcuni rapporti della polizia hanno denunciato lo sfruttamento per alcune delle donne che si trovavano ad esercitare nel quartiere, provocando il cambio delle regole da parte del governo, che nel frattempo ha anche chiuso molti esercizi commerciali di questo tipo per le accuse di sfruttamento. In Germania nel quartiere di Sankt Pauli ad Amburgo la Repenbahn, che però non è una zona dedicata soltanto ai locali a luci rosse visto che c’è un teatro, locali di musica live e casinò. Ma ci sono anche diversi sex shop, bar e locali che offrono sex show, peep show o spettacoli di travestiti. Altra città che ospita una zona dedicata alla prostituzione è Norimberga, nella strada che costeggia il Frauentormauer (muro di cinta medioevale).
Sankt Pauli, Amburgo
 
Nella Herbertstraße le prostitute ricevono in case chiuse, la strada è accessibile ai soli maggiorenni. La zona è sorvegliatissima dalle forze dell’ordine ed è quindi diventata, per assurdo e giocoforza, una delle più sicure della regione.  Altra città che ospita una zona dedicata alla prostituzione è Norimberga, nella strada che costeggia il Frauentormauer (muro di cinta medioevale). Si trova a circa 12 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria principale. I prezzi in zona partono dai 25 euro, anche se la maggior parte delle prostitute chiede 50 euro a prestazione. I tenutari delle stanze si prendono una percentuale sul compenso, spesso esosa. Gli esperti raccontano che sui prezzi si può trattare.