Attualità

Il video delle rom che rubano sulla pagina FB di Salvini

Matteo Salvini ha rilanciato sulla sua pagina Facebook un video con una presunta intervista a ragazzine presentate come rom che dichiarano di rubare “mille euro al giorno” e che dicono di non voler “andare a lavorare”.

RUBIAMO MILLE EURO AL GIORNO, MICA VORRAI LAVORARE!Ragazzi, da non credere! Ascoltate e divulgate.> Sabato e domenica tutti in piazza, vieni a firmare. WWW.CHIEDOASILO.ORG <
Posted by Matteo Salvini on Mercoledì 8 aprile 2015

La parte più interessante sono però i commenti dei sostenitori di Salvini. Che vanno dal desiderio che i rom “rubino a chi li sostiene”…
video rom salvini 1
…all’apologia del fascismo…
video rom salvini 2
…passando per la richiesta più o meno velata di roghi…
video rom salvini 3
…e per l’apologia di nazismo, per cambiare un po’…
video rom salvini 4
…fino all’incitamento a commettere reati di varia natura.
video rom salvini 5
 
Il tutto senza minimamente chiedersi chi siano quelle due, dove siano tutti i portentosi proventi e il frutto della refurtiva visto che dicono di tenersi i soldi per loro ma sono vestite normalmente, e come mai l’eventuale responsabilità penale, personale, venga di fatto estesa a tutti i rappresentanti di un’etnia o di un popolo per plebiscito televisivo. In compenso, Matteo Salvini in televisione commenta: «Cosa farei io al posto di Alfano e Renzi? Con un preavviso di sfratto di sei mesi, raderei al suolo i campi Rom. Do un preavviso di sfratto di sei mesi e preannuncio la ruspa. Nel frattempo i Rom, come tutti gli altri cittadini, si organizzano: comprano o affittano casa. Poi io spiano e rado al suolo i campi Rom, che in Europa non esistono». E nessuno che invece chieda conto a Salvini di cosa fece davvero la Lega al governo in queste occasioni:

lega
L’articolo della Stampa sui finanziamenti ai campi nomadi della Capitale (fonte: La Stampa)

Umberto Bossi, quando era al Governo assieme a Silvio Berlusconi, amava ripetere che la sua era una Lega di lotta e di Governo “con i piedi fuori e i pugni dentro”, un modo come un altro per far dimenticare alla base che stando a Roma i duri e puri non sempre facevano “gli interessi” del Nord. nel 2008, quando Gianni Alemanno divenne sindaco di Roma, al Governo c’era Berlusconi e il ministro dell’Interno era il leghista Roberto Maroni (ora presidente della Regione Lombardia). Alemanno annuncia la sua “rivoluzione copernicana” per quanto riguarda la gestione dei campi nomadi e delle presenze dei rom nella Capitale: sgombero dei campi abusivi, “riduzione” della popolazione nomade residente da 7200 a 6000 persone. Per risolvere il problema e dare una mano ad Alemanno il Governo emana il decreto “emergenza nomadi” che dà speciali poteri al prefetto della città di Roma. Ma questo non basta al sindaco: Almemanno infatti chiede ed ottiene da Maroni un finanziamento di 30 milioni di euro per poter affrontare “l’emergenza”. Secondo quanto apprendiamo dalla Stampa dieci milioni sarebbero stati destinati alla costruzione di un nuovo campo, gli altri 20 allo smantellamento e alla ristrutturazione degli altri insediamenti dei nomadi della Capitale. Nel 2001 il sindaco di Roma sarebbe tornato alla carica e per chiede al Ministro dell’Interno altri 60 milioni di euro, ma a quel punto Maroni nega il nuovo finanziamento, dicendo che quell’anno la stessa cifra era stata stanziata per fronteggiare “l’emergenza” in 5 regioni (Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte e Veneto); di quei 60 milioni un terzo finirà in Lazio.

In ultimo, bisognerebbe segnalare a Salvini che i paesi che non hanno campi rom hanno dato case, assistenza sanitaria e lavoro proprio a coloro a cui Salvini vuole togliere tutto. Disgraziato il paese che ha bisogno di eroi dalla memoria corta.