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«Il Vaticano preferisce il business del Giubileo all'ospitalità dei migranti»

Il Giubileo tira, anche troppo. Mentre comincia la preparazione dell’evento proclamato da Papa Francesco infatti, nasce una polemica inedita tra il prefetto di Roma Franco Gabrielli e gli istituti religiosi che hanno intenzione di individuare alcune chiese del centro storico dove i pellegrini potranno trovare accoglienza. Non tutti gli istituti religiosi però potranno aprire le porte ai fedeli. «Perché molti dovranno ospitare gli immigrati». Parola del Prefetto Gabrielli che ieri si è detto sconcertato dopo l’incontro dei suoi collaboratori con i rappresentanti di alcuni istituti. «Hanno fatto marcia indietro -spiega – perché vedono nel Giubileo un momento di maggiore possibilità di business. Ho detto ai miei colleghi di dire a questi signori che loro di business nel giubileo ne faranno poco perché gli requisisco l’immobile».

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La mappa degli interventi per il Giubileo programmati dal Comune di Roma (Repubblica, 6 maggio 2015)

IL VATICANO PREFERISCE IL BUSINESS DEL GIUBILEO ALL’OSPITALITÀ DEI MIGRANTI
La frase, riportata oggi dai principali quotidiani senza smentita, arriva proprio mentre il Campidoglio presenta il piano per il Giubileo con gli interventi sulla città che porteranno a una spesa di 4,5 milioni di euro per 14 interventi nell’hinterland, a partire dal quartiere di San Basilio:

Qui i lavori riguarderanno via Recanati, il cuore del quartiere,accanto alla popolare parrocchia già visitata dal Giovanni XXIII e papa Woytjla. Al Parco Sangalli, invece, a Torpignattara, si valorizzerà tutta la quinta dell’acquedotto Alessandrino e si migliorerà la vivibilità del centro anziani. Un restyling sarà portato a termine anche per piazza dell’Acquedotto Alessandrino e la zona intorno alla chiesa di Santa Maria della Misericordia, progettata dall’archistar Meier. E si ripristinerà l’antico anfiteatro. Stesso discorso per il parco Conti, intitolato ad un bambino investito da un’auto pirata. La manutenzione straordinaria interesserà un centro anziani e il vicino oratorio della comunità di Santa Chiara. Si arriva poi al parco dell’Acqua e del Vino di via Giardiniello a Prato Fiorito, proprio accanto alla chiesa Massimiliano Kolbe e dove c’è anche uno dei pochi esempi di un’attività agricola ancora in vita.
Andando avanti ed ecco la riqualificazione del verde della Collina delle Pace, dove sarà ripristinatala fontana artistica, collegato alla parrocchia di Santa Maria della Fiducia. Un altro parco-piazza che rifiorirà con il Giubileo sarà quello Zappalà tra le parrocchie Gioacchino e Anna e Giuseppe Moscati, al Tuscolano, dove si miglioreranno uno skatepark e una biblioteca per bambini. Mentre il parco di Falconiana, sull’Ardeatina, vicino al santuario del Divino Amore, sarà riqualificato con il centro polifuzionale e le strutture-gioco per i bambini. Ancora. All’Infernetto nascerà un centro accanto alla parrocchia di San Tommaso Apostolo. E sarà valorizzata inoltre piazza Sand, vicino alla chiesa di Santa Maria della Presentazione a Quartaccio. Infine il parco Anna Bracci in via Ascalesi nella zona della Pineta Sacchetti e la rinascita di tre centri culturali, quello Ecologico al parco di Aguzzano, il polifunzionale Gabriella Ferri a largo Beltramelli sulla Tiburtina e il Centro Elsa Morante al Laurentino.

Un’infografica sul Messaggero qualche tempo fa invece riepilogava gli interventi stradali che il Comune di Roma sta programmando per il Giubileo, per una spesa totale che dovrebbe ammontare a 50 milioni di euro:

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Gli interventi stradali per il Giubileo (Il Messaggero, 17 aprile 2015)

I COSTI DEL GIUBILEO
Vediamo se le intenzioni bellicose di Gabrielli si tradurranno in realtà oppure rimarranno lettera morta come succede di solito in questi casi. Nel frattempo si calcola che gli interventi totali per il Giubileo arriveranno a costare quasi un miliardo di euro, come da stime pubblicate qualche tempo fa. Il sottosegretario alla pubblica amministrazione Rughetti aveva auspicato che parte del conto totale fosse pagato anche dal Vaticano.

«Come abbiamo chiesto da cittadini romani che il governo nazionale riconoscesse alla città qualcosa in più per essere la capitale della Repubblica, che in quanto tale fornisce una serie di servizi a coloro che la visitano per il turismo e per le manifestazioni, penso che lo stesso ragionamento debba essere fatto tra lo Stato del Vaticano e la Città di Roma». Il Vaticano potrebbe essere chiamato a pagare parte degli extra-costi legati al Giubileo? «Credo che le due parti, Città di Roma e Stato Vaticano, debbano incontrarsi laicamente, per fare un’analisi della ricaduta di questa scelta e rendersi conto di quali sono gli effetti. Allo stesso modo, secondo me, Roma ha il diritto-dovere di dire ai Comuni della provincia e alla Regione qual è un modo per gestire insieme dentro questo spazio istituzionale, i criteri e le regole del finanziamento». Si spieghi meglio. «Va fatto un piano industriale del Giubileo che coinvolga tutti. Per esempio l’extra-gettito dell’Iva legato all’evento potrebbe essere riversato non solo a Roma, ma a tutti i Comuni coinvolti. Perché non sarà solo la Capitale a dover fronteggiare l’arrivo dei pellegrini, ma anche altre città, Fiumicino piuttosto che Civitavecchia. E questo riguarda anche il secondo aspetto, quello dell’organizzazione. Dobbiamo cogliere l’opportunità della città Metropolitana. Sarebbe interessante per esempio, fare un contratto integrativo di scopo legato all’evento del Giubileo che coinvolga tutti i vigili dei 121 Comuni della Città metropolitana».

Attendiamo fiduciosi.