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Il terremoto del 2016 e il 90% delle case ancora da ricostruire

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Si stima che siano oltre ottantamila gli edifici privati danneggiati nelle zone del cratere e quelle limitrofe dal terremoto che colpì il centro Italia nel 2016. Il Messaggero racconta oggi che quasi cinquantamila abitazioni subirono danni gravi, fino alla completa inagibilità. Ma nonostante i soldi stanziati oltre il 90% delle case è da ricostruire o riparare. E anche gli interventi pubblici vanno a rilento: su circa 1.500 edifici danneggiati, tra scuole, caserme, ospedali,musei, impianti sportivi, ecc. soltanto 86 sono stati ricostruiti. E così le chiese: 942 danneggiate, appena 100 riparate.

Le domande di accesso ai contributi sono solo 13.948 (di cui 1.242 da imprese) e finora ne sono state accolte 5.325, il 6,5% degli edifici danneggiati. Altre 7.945 sono in lavorazione, ma anche aggiungendo questo numero – che comunque si riferisce a lavori ancora da iniziare (e sempre che tutte le pratiche siano accolte) – arriviamo al 16% del danneggiato. Decisamente poco. La regione con il maggior numero di domande presentate è le Marche (8.400, dicui 3.604 accolte, 165 respinte e 4.361 in lavorazione). Umbria e Abruzzo camminano affiancate: la prima ha un totale di 2.015 domande presentate (852 accolte, 115 respinte, 1.048 in lavorazione), l’Abruzzo totalizza 2.077 domande (338 accolte, 141 respinte, 1.598 in lavorazione). Nel Lazio – che pure ha avuto oltre diecimila edifici privati danneggiati di cui 6.649 gravi – sono state presentate appena 1.456 domande (531 accolte, 257 respinte, 668 in lavorazione).

terremoto case
Le domande di contributi
per i danni del terremoto 2016 (Il Messaggero, 21 agosto 2020)

Intanto sono stati riaperti i termini per presentare le domande:

Le nuove scadenze restano comunque molto vicine: 20 settembre prossimo per i danni lievi, 31 dicembre 2020 per i danni gravi. I contributi a fondo perduto sono rilevanti: si arriva fino al 100% del costo dell’intero intervento (compresi progetti e parcelle dei tecnici vari) anche nei comuni fuori dal cratere se si tratta di prima casa o seconda casa locata o attività
produttiva; per le seconde case non locate il contributo è invece pari al 100% nel caso sia all’interno dei centri storici, del 50% fuori dai centri storici.

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