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Il rider indiano investito e ucciso a Roma da un 22enne che aveva fatto uso di un mix di droghe

neXt quotidiano|

Rider indiano elia 17 baby

Via Santi Cosma e Damiano è una delle strade attorno a cui si sonda il quartiere romano (nella zona Nord della città) di Tomba di Nerone. Martedì notte, proprio su quella strada, un rider indiano di 28 anni stata passando a bordo della sua moto. Era notte e, visto l’orario, probabilmente stava tornando a casa dopo una serata passata a consegnare ordini e cibarie a chi ha utilizzato l’applicazione. Ma lì si è fermata la sua vita: sbalzato via da quel suo mezzo a due ruote dopo esser stato investito da un’automobile che, probabilmente invadendo la corsia di marcia, l’ha centrato in pieno.

Rider indiano investito e ucciso da un giovane positivo ai tossicologici a Roma

Morto sul colpo. Questo il triste epilogo della vita di questo giovane rider indiano che si era trasferito in Italia per cercare fortuna. E per racimolare il necessario per vivere, aveva iniziato a lavorare come rider. A bordo del suo mezzo a due ruote, da mesi, effettuava consegne. E così aveva fatto anche martedì, fino a quell’impatto fatale per le strade del quartiere Tomba di Nerone. Centrato da una Fiat 500 che passava in quella stessa via oltre i limiti di velocità. E a guidare la vettura c’era un giovane di 22enne che, poi, è risultato essere anche positivo ai test tossicologici.

Per questo motivo, la Procura ha deciso di arrestare il 22enne romano alla guida di quella Fiat 500. E ora dovrà rispondere dell’accusa di omicidio stradale. Perché oltre al mix di sostanza stupefacenti riscontrato attraverso gli esami, il ragazzo viaggiava di gran lunga oltre i limiti di velocità imposti in quel tratto di strada. E secondo l’analisi delle frenate e del punto d’impatto, quell’automobile avrebbe colpito la moto guidata dal rider indiano nella corsia di marcia inversa. Dunque, il giovane alla guida non era nelle condizioni di guidare.

(Foto IPP/Ciancaglini Emmanuele)