Attualità

Il Pogrom anti immigrati a Quinto di Treviso

La notizia è di quelle che fanno venire un’erezione a Matteo Salvini, ed infatti così è stato. A Quinto di Treviso i residenti di una serie di condomini di recente costruzione hanno protestato contro la decisione della Prefettura di trasferire in alcuni appartamenti sfitti di proprietà di un privato 101 migranti. Le proteste non sono state affatto pacifiche. I residenti hanno abbandonato le loro abitazioni “per paura” e si sono trasferiti nelle tende.

ESTATE 2015, CI SI SCALDA COI ROGHI
Due autobus sono arrivati mercoledì mattina presto nel complesso residenziale in Via Legnago. C’erano degli appartamenti sfitti di proprietà di una società, la Guaraldo Immobiliare Spa, che li ha messi a disposizione di una Coop che si occupa di accoglienza: la Coop Xenia di Grosseto. Le due società hanno più di qualche punto in comune, come ha scoperto Federico Cipolla per la Tribuna di Treviso che è andato ad indagare sul business dell’accoglienza e a quanto pare è emerso che la società immobiliare titolare degli alloggi ha legami sia con la cooperativa Xenia sia con il servizio di distribuzione di pasti. La Prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu ha deciso che quei trenta appartamenti potevano ospitare i migranti presenti sul territorio, e così si è messa in moto “la macchina dell’accoglienza”. La decina di famiglie che occupa alcuni degli appartamenti del complesso ovviamente non ha preso bene la cosa e sono scattate le proteste, nei confronti dei migranti, degli operatori (solo due operatori per 101 persone??), del Prefetto e del Governo. Insomma una situazione esplosiva che è naturalmente esplosa. Nella notte qualcuno ha pensato di fare irruzione in uno degli appartamenti e di dare fuoco all’arredamento

Quelli di Forza Nuova, dopo aver fatto irruzione negli appartamenti destinati ai migranti e aver “sequestrato” il mobilio “per destinarlo a coloro che hanno perso tutto per il Tornado di Mira” si sono pure messi di traverso per bloccare la consegna dei pasti.

GLI INSULTI ALLA CONSIGLIERA COMUNALE
 
Sempre quelli di Forza Nuova che hanno deciso di istituire un presidio permanente al grido di “dove sono i centri sociali” hanno insultato la consigliera comunale del PD di Treviso Antonella Tocchetto dandole del “putanòn” e altre amenità degne di un vero movimento democratico.

Questa è l’opinione della gente nei confronti della consigliere comunale Antonella Tocchetto, del cso django e la giunta Manildo tutta. Che sia Treviso o Paese non ti vogliono e NON TI VOGLIAMO!
Posted by Forza Nuova Treviso on Thursday, 16 July 2015

La notizia di oggi è che i migranti verranno trasferiti oggi in un’altra area, si tratta dell’ex-caserma Serena, al confine tra il Comune di Casier e Treviso. Scommettiamo che anche lì qualcuno avrà da ridire sul fatto che sono troppo vicini alle case dei cittadini perbene?
Al di là dell’innegabile componente razzista della popolazione, che si è lasciata spalleggiare da FN non si può fare a meno di notare l’estrema imperizia dell’azione della Prefettura che sembra non essere in grado di capire come gestire l’inserimento dei migranti in una comunità che ha già di suo qualche problema di tolleranza. Centouno persone, senza alcuna adeguata forma di mediazione, vengono spostate da due giorni come dei pacchi postali. Oggi Quinto, domani Casier e chissà ancora dove nei prossimi giorni, sempre alla rincorsa di una soluzione che non è magicamente a disposizione sul terreno ma che va progettata e pianificata.
 
MEANWHILE A ROMA
il prefetto di Roma, Franco Gabrielli si trova a fronteggiare una situazione simile, in strada con i residenti di Casale San Nicola sono scesi i fascisti del terzo millennio di Casa Pound. Contrariamente dal prefetto di Treviso che è sostanzialmente rimasto a guardare mentre i cittadini devastavano gli appartamenti di Quinto il Prefetto Gabrielli ha intenzione di far rimuovere il blocco:

Abbiamo inviato 19 persone che devono soggiornare a Casale San Nicola e c’è un blocco stradale di cittadini che non permette che entrino. Ora sono sui mezzi ma entreranno nel centro perché rimuoveremo il blocco. Non faremo passi indietro.

Ma a Treviso la Celere pare essere più interessata a caricare gli esponenti dei Centri Sociali che questa mattina hanno occupato per protesta l’androne della Prefettura.


Gli antagonisti parlano di quaranta arresti.