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Il peschereccio russo affondato nel mare di Okhotsk

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Il peschereccio russo Dalniy Vostok è affondato nel mare di Okhotsk al largo della penisola di Kamchatka. Secondo i servizi di soccorso locali citati dall’agenzia Ria Novosti sono circa 50 i corpi recuperati dall’acqua al largo della penisola russa della Kamcatka. In precedenza una fonte del ministero delle Emergenze russo ha parlato di “106 persone recuperate, 53 delle quali ancora in vita”. Proseguono intanto i soccorsi sul luogo dell’incidente, circa 300 km dalla città portuale russa di Magadan. A bordo del ‘Dalniy Vostok’ c’erano circa 130 persone. Il naufragio sarebbe avvenuto verso le 22:40 di ieri ora italiana. Il peschereccio non avrebbe inviato alcun SOS prima dell’incidente. Secondo prime informazioni, 78 membri dell’equipaggio della nave sono russi e 54 sono stranieri, tra cui cittadini della Birmania, delle Vanuatu, della Lettonia e dell’Ucraina, secondo una fonte dei servizi di soccorso citata dall’agenzia di stampa Sputnik. La sezione locale del ministero delle Emergenze riferisce che il peschereccio è affondato in circa 15 minuti dopo l’allagamento del suo vano motore. La causa dell’incidente sarebbe stata una collisione col ghiaccio. I dispersi si sarebbero trovati nella stiva della nave al momento del naufragio. Ventisei i pescherecci che stanno prendendo parte alle operazioni di salvataggio e ricerca dei dispersi. Due per ora le ipotesi, secondo fonti della protezione civile locale, del naufragio di un peschereccio russo al largo della penisola della Kamciatka, nel mare di Okhotsk: la collisione con un grande blocco di ghiaccio, che avrebbe causato una falla e l’affondamento del vascello, o la perdita di equilibrio della nave mentre veniva recuperata una rete a strascico di circa 80 tonnellate e un’altra rete veniva gettata in acqua.
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IL PESCHERECCIO RUSSO AFFONDATO NEL MARE DI OKHOTSK

Poco dopo l’incidente, il capo del soccorso marittimo ha osservato che le condizioni del mare sono difficili per i soccorsi, con venti fino a 10 metri al secondo. Non c’è alcuna minaccia di perdita di carburante in acqua, secondo i media russi. Il Dalniy Vostok è stato costruito nel 1989 e fino al 2014 ha navigato nel Mar Baltico al largo Riga, in Lettonia, con il nome di Stende. L’anno scorso, il peschereccio è stato acquistato dalla società ‘Magellan’ e si è trasferito nell’Estremo Oriente della Russia, dove la nave è stata ribatezzata. Alla fine del 2014 c’è stato un controllo di manutenzione completo, e la nave risultava in buone condizioni e pienamente in grado di navigare. Una collusione con il ghiaccio è considerata la causa più probabile dell’incidente, insieme a potenziali violazioni delle procedure di sicurezza a bordo, secondo il proprietario della nave.
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«Si pensa che un impatto del ghiaccio sullo scafo della nave abbia portato a una falla e all’affondamento», dicono le fonti ai giornali russi, anche se non si può escludere la possibilità di un sovraccarico a bordo. Un’indagine penale è stata aperta, si esamineranno le possibili violazioni delle procedure di sicurezza: saranno sentiti i sopravvissuti a breve.

Una foto del peschereccio affondato nel mare di Okhotsk da Twitter

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