Cultura e scienze

Il PD si incazza con Rai3

ballarò ghisleri

C’è baruffa tra Rai3 e il Partito Democratico. Anzi, piano piano lo scontro tra la rete pubblica di riferimento della sinistra e il governo Renzi si sta trasformando in guerra aperta. Al direttore del canale Andrea Vianello, che ha probabilmente fatto il suo tempo alla guida della Rete sia per i clamorosi flop dei programmi che ha ideato, sia perché probabilmente i renziani reclamano una nomina e quella del Tg3 sembra troppo lontana dalle loro corde. E così  lunedì 21, in direzione pd, Renzi attacca i talk show del martedì di Rai3 e La7: «Fanno meno ascolti di una replica di Rambo». Il 22, il direttore di Rai Tre Andrea Vianello, sentito in Vigilanza, replica: «Ci siamo sempre chiamati fuori dai talk pollaio». E mentre De Luca se la prende con il camorrismo giornalistico, oggi Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera fa un giro di democratici (si fa per dire) che dicono la loro su Rai3:

L’sms più interessante è di un senatore: «Io non le ho detto niente. Non voglio comparire. Ma sappia che a Rai3, tra un po’, entreremo con il lanciafiamme». E Michele Anzaldi, uno che di solito nome e cognome ce lo mette, che dice? (Anzaldi è un deputato di stretto rito renziano e membro della commissione di Vigilanza, un siciliano fintamente spigoloso, in realtà furbissimo e a lungo temuto portavoce di Francesco Rutelli tra Campidoglio e campagne elettorali). Sembra che voi del Pd abbiate un problema con Rai3, che è sempre stata la vostra rete di riferimento: è così? «C’è un problema con Rai3 e con il Tg3, sì. Ed è un problema grande, ufficiale. Purtroppo non hanno seguito il percorso del Partito democratico: non si sono accorti che è stato eletto un nuovo segretario, Matteo Renzi, il quale poi è diventato anche premier. Niente, non se ne sono proprio accorti! E così il Pd viene regolarmente maltrattato e l’attività del governo criticata come nemmeno ai tempi di Berlusconi».
Sta dicendo cose gravi, onorevole. «Sto dicendo la verità. Del resto, guardi: è Vianello che ha qualche difficoltà a percepire la realtà dei fatti, ascolti e trasmissioni fallimentari comprese, non noi. Quando abbiamo chiamato in commissione il direttore di Rai1 Giancarlo Leone dopo la vicenda dei Casamonica, quello s’è presentato pacato, dispiaciuto, collaborativo… Mentre Vianello arriva e…». E cosa? «Tutto bene, tutto okay… Si fa così, vi spiego io… un’arroganza… Tutto bene? Ballarò sforna a raffica editoriali contro il governo, intervista in pompa magna un grillino a settimana e va tutto bene? Lo sa che i nostri ministri non vogliono più andarci a Rai3?». Lei, onorevole, rappresenta un partito: può un partito parlare così di una rete pubblica? «Io mi aspetto che Rai3 faccia servizio pubblico: e, per ora, non lo fa. Si sono chiesti a Rai3 perché Renzi è andato due volte da Nicola Porro a “Virus” su Rai2? Perché, se dobbiamo spiegare una legge, preferiamo che i nostri parlamentari vadano da Bruno Vespa? Comunque, guardi: adesso l’importante è che Vianello non faccia altri errori…»

Capito in che mani siamo?
 

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