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Il pasticcio dei 4 posti al tavolo al ristorante in zona bianca

Aggiungi un posto a tavola: mai slogan è stato più giusto per la querelle sui 4 posti al tavolo al ristorante anche nelle zone bianche che probabilmente verrà sciolta oggi

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Aggiungi un posto a tavola: mai slogan è stato più giusto per la querelle sui 4 posti al tavolo al ristorante anche nelle zone bianche che probabilmente verrà sciolta oggi. Da una parte il ministro Speranza, dall’altra le regioni discutono sulla tavolata libera. Si arriverà a un compromesso

Il pasticcio dei 4 posti al tavolo al ristorante in zona bianca

In quanti si può stare a tavola al ristorante in zona bianca? Sembrava tacito che come il coprifuoco anche il limite per le tavolate fosse abolito. E invece no. Tutto è iniziato quando il ministero della Salute ha chiarito che “Nelle attività dei servizi di ristorazione, il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi” anche in zona bianca. Da quel comunicato sono iniziate le polemiche. La Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, ha per esempio risposto: “Passano i mesi, ma non la confusione successiva ad ogni provvedimento. È inaccettabile che, nel giorno in cui finalmente bar e ristoranti possono riprendere a lavorare a regime, non ci sia ancora una linea chiara sul numero di commensali permessi ad ogni tavolo. Da giorni si susseguono interpretazioni giornalistiche le più disparate, mai smentite, salvo ricevere solo ora, a mezzo stampa, un’interpretazione del ministero della salute, giuridicamente incomprensibile, che limita persino nelle zone bianche il numero dei commensali a 4. “Se fosse confermata andrebbero spiegate le basi su cui si fonda una decisione così penalizzante, che comunque doveva essere resa pubblica giorni fa e non a 3 ore dall’inizio del servizio serale. Questa è una grave mancanza di rispetto nei confronti di centinaia di migliaia di imprenditori, costretti per l’ennesima volta ad improvvisare. Confidiamo in un ripensamento”. Come è potuto succedere? La precisazione del ministero della Salute, spiega il Fatto, è dovuta alle norme previste dal DPCM del 2 marzo in cui sembra chiaro che in zona bianca non vanno applicate le regole della zona gialla:

Tutta colpa di un groviglio normativo, visto che il Dpcm del 2 marzo (norma primaria) fa riferimento a regole non contenute nelle linee guida con cord ate tra Regioni-governo e Cts allegate all ’ordinanza che decreta il passaggio delle regioni in zona bianca. E il Dpcm afferma che in zona bianca non devono essere applicate le norme della zona gialla. Dunque, orfani di zona gialla, liberi tutti a tavola .

Ovviamente il solito Salvini di lotta e di governo ne ha approfittato per farsi sentire: “Ho chiesto al ministro Speranza di evitare la ridicola limitazione dei 4 a tavola al ristorante, al chiuso e all’aperto, almeno nelle zone bianche”, perché “non ha più senso”. Ma anche le Regioni premono perchè sia rimosso il limite. Oggi, scusate il gioco di parole, un tavolo tecnico deciderà i posti al tavolo. Con un esito che probabilmente sarà un compromesso, scrive Repubblica:

Sul ristoranti il compromesso che si profila è quello di mantenere il limite dei 4 al tavolo anche in zona bianca ma solo nelle sale al chiuso, lasciando libertà di tavolate fuori. Ma la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini e i governatori spingono per azzerare le restrizioni del tutto in zona bianca. Al tavolo tecnico convocato d’urgenza per questa mattina, le Regioni, disorientate ma anche molto contrariate dall’iniziativa di Speranza, chiedono regole chiare e inequivocabili per le zone bianche visto che Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise già lo sono e da qui al 21 giugno lo sarà tutta Italia. «Sorprende l’interpretazione autonoma del governo — dicono le Regioni — L’ipotesi del limite di 4 persone al chiuso non è stata proposta ufficialmente alle Regioni e non trova riscontro».

Speranza questa volta non ha suscitato le solite reazioni. Anche Draghi, secondo quanto rivela il quotidiano di Largo Fochetti, sarebbe rimasto sorpreso.