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Il nuovo regolamento del MoVimento serve solo a proteggere Beppe Grillo

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A venti giorni dalla chiusura delle votazioni online per la ratifica del nuovo regolamento del MoVimento 5 Stelle Beppe Grillo scrive un appello agli iscritti certificati per convincerli ad andare a votare le modifiche apportate al regolamento. Grillo invita a votare sì alla nuova versione del suo partito, perché c’è bisogno di mandare via quelli che non rispettano le regole e “per salvaguardare il movimento da questi cazzoni che entrano e vogliono fare i cazzi loro“. Il riferimento è a Federico Pizzarotti, che dopo aver atteso invano di essere espulso dal MoVimento ha deciso di andarsene da solo.

Beppe Grillo spiega a cosa serve il nuovo regolamento del MoVimento

Abbiamo già spiegato qui in che modo cambia il MoVimento con il nuovo regolamento che delega una parte dei poteri in materia di espulsione degli iscritti che nella precedente versione erano di competenza del Capo Politico del MoVimento al “gestore del sito” (ovvero Davide Casaleggio). Beppe Grillo però ci tiene a dare anche la sua versione dei fatti: il regolamento serve a proteggerlo dalle querele che riceve quotidianamente (poverino):

Vi spiego in cosa consiste la votazione.
L’aggiornamento del Non Statuto è relativo all’integrazione messa nero su bianco con il regolamento del M5S, di modo che nessuno possa dire che non è così. Il regolamento protegge me, protegge il MoVimento 5 Stelle da questa gente che va fuori delle regole, e abbiamo delle possibilità: mandarli via, non mandarli via, e se mandarli via oppure richiamarli in tutti e due i casi. Puoi richiamare: se han fatto una cazzata si richiamano, se no si mandano via, perché chi non accetta le regole deve andare in un altro posto, non è gradito.
Chi va contro le regole non deve restare all’interno della comunità. Le nostre regole sono poche e sono semplici (i due mandati, nessuna alleanza, taglio degli stipendi, ecc), se vuoi stare dentro le rispetti, altrimenti vai fuori senza alcun rancore. Non sarò solo io a decidere delle espulsioni: il nuovo regolamento prevede tre probiviri che prenderanno questa decisione, in alcuni casi assieme a me in altri in totale autonomia. Quindi ci saranno tre probiviri che saranno eletti in rete che faranno da paravento anche a me, perché ricevo una querela al giorno! E non mi sembra giusto che voi state lì a non fare un cazzo e io prendo le querele. Benissimo: per proteggere un po’ me ci saranno i tre probiviri. Questo regolamento è un passo in avanti per la nostra organizzazione.

Il passo avanti per la nostra organizzazione (chiamarlo partito evidentemente è troppo faticoso) consiste quindi nel proteggere il Capo Politico e proprietario del MoVimento dalle querele degli espulsi. Del resto finché era lui a decidere delle espulsioni era naturale che coloro che si sono rivolti ad un giudice per far annullare la sentenza di espulsione si rivolgessero a lui. Nel nuovo regolamento lo Staff di Grillo ha introdotto la figura dei probiviri un collegio composto da tre persone elette in Rete.
 
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Il Collegio dei Probiviri è un paravento per Grillo

Il Collegio dei Probiviri, che si differenzia dal Comitato d’Appello, sarà composto da tre membri nominati dall’assemblea mediante votazione in rete su proposta del capo politico del MoVimento 5 Stelle. Ovvero Grillo farà alcuni nomi (cinque magari) e i tre con più voti diventeranno probiviri. Non male come prova di democrazia diretta, ma nel regolamento è specificato che questi due organismi non hanno alcuna funzione direttiva o rappresentativa; il che tradotto significa che non contano nulla a livello decisionale. Grillo infatti spiega che i probiviri hanno un solo scopo: fare da paravento a lui. pensavate che i probiviri servissero a tutelare la corretta applicazione del regolamento del Cinque Stelle? Evidentemente vi sbagliavate. Le decisioni dei probiviri poi, stando al regolamento in corso di ratifica, non è che sono così vincolanti per il Capo Politico del MoVimento che può sempre annullarle:

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, laddove sia in disaccordo con una sanzione irrogata dal collegio dei probiviri o dal comitato d’appello, ha facoltà di annullarla e, ove la sanzione risulti inflitta dal comitato d’appello, può irrogarne una più lieve.

In caso sia in disaccordo con qualsiasi altra decisione può decidere che a decidere sarà l’assemblea degli iscritti, mediante votazione indetta sulla piattaforma online. Cosa pensate che voterà il Movimento a quel punto?

In ogni caso, il capo politico del MoVimento 5 Stelle, laddove sia in disaccordo con una decisione del collegio dei probiviri o del comitato d’appello, può rimettere la decisione ad una votazione in rete di tutti gli iscritti al MoVimento 5 Stelle. La decisione dell’assemblea degli iscritti è definitiva ed inappellabile, anche se intervenuta su decisione del collegio dei probiviri.

Ma Beppe mente quando dice che non sarà solo lui a decidere delle espulsioni, mente perché alla luce di quanto scritto nello statuto dell’Associazione MoVimento 5 Stelle (non quella che ha compiuto sette anni ieri ma quella nata nel 2012) è il Presidente che ha facoltà di “disporre le espulsioni di iscritti online al MoVimento 5 Stelle“. Stranamente poi Beppe Grillo non fa alcun riferimento al Comitato d’Appello la cui nomina invece è fortemente orientata dal Consiglio Direttivo dell’Associazione MoVimento 5 Stelle (quella del 2012). Il Comitato d’Appello è quell’organo del Cinque Stelle al quale gli iscritti possono appellarsi in seguito ad una decisione del Collegio dei Probiviri (la cui decisione può in ogni caso essere stravolta da Grillo se non è d’accordo).
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Il Consiglio Direttivo (Beppe Grillo, Enrico Grillo e il commercialista di Enrico Maria Nadasi) propone all’assemblea degli iscritti online (che è cosa formalmente e fattivamente ben diversa dall’Assemblea dell’Associazione) una rosa di cinque nominativi. Ma attenzione, dei tre membri del Comitato d’Appello solo due verranno eletti dagli iscritti, così come indicato anche in modo abbastanza oscuro dal punto d) dell’articolo 2 del Regolamento con espulsioni (ovvero il nuovo regolamento attualmente al voto):

2. Sono rimessi all’assemblea mediante votazione in rete i seguenti argomenti:
d) nomina dei membri di competenza dell’assemblea del comitato d’appello e del collegio dei probiviri;

uno invece verrà nominato direttamente dal Consiglio Direttivo, quindi sostanzialmente dovrà rispondere a Beppe Grillo e non agli iscritti online del MoVimento, il ruolo decisionale dell’Associazione MoVimento 5 Stelle (del 2012) è messo nero su bianco fin dal primo regolamento, probabilmente però gli iscritti online ritengono si tratti di quella fondata nell’ottobre del 2009, ma non è così, perché si parla proprio di quella in mano ai due Grillo e al commercialista di Beppe.

6. Il comitato d’appello è composto di tre membri, due nominati dall’assemblea mediante votazione in rete tra una rosa di cinque nominativi proposti dal consiglio direttivo dell’associazione MoVimento 5 Stelle ed uno dal consiglio direttivo dell’associazione medesima. I componenti del comitato d’appello sono nominati tra iscritti

Sui probiviri sappiamo invece che hanno la semplice funzione di paravento, ovvero non sono altro che delle teste di legno che serviranno a “tutelare” la figura del Capo Politico, che non può a quanto pare essere citato in giudizio, forse perché è anche “garante” del Partito. Un piccolo passo per il MoVimento un grande passo per Beppe Grillo.