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Il neonazista di Bergamo che dopo due giorni in cella ritratta tutto

Le indagini della Digos tracciano il profilo di «un soggetto pericoloso». Ma dopo due giorni di carcere il suo avvocato dice che è pronto a scusarsi

neonazista di bergamo

Un ventiduenne incensurato di Bergamo e titolare di una ditta a Mozzo è stato arrestato tra mercoledì e giovedì a Monterosso perché stava distribuendo volantini neonazisti con un passamontagna. Addosso aveva anche un coltello mentre in casa la polizia ha trovato vario materiale xenofobo.

Il neonazista di Bergamo che dopo due giorni in cella ritratta tutto

Tra le immagini sequestrate al tizio anche una che ritraeva Greta Thunberg con un mitra puntato contro. Una minaccia? Lui, scrive oggi il Corriere di Bergamo, dopo due notti passate in carcere ha giurato che non ne sarebbe mai stato capace e legami con gruppi di estrema destra non sono emersi. Ma d’altra parte ci sono le indagini della Digos, che tracciano il profilo di «un soggetto pericoloso», così lo definisce il dirigente Marco Cadeddu, e per il momento hanno convinto il gip Federica Gaudino a disporre l’obbligo di dimora a Bergamo e il divieto di uscire di casa dalle 21 alle 6. Il 22enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale.

Il 13 gennaio la questura aveva ricevuto, attraverso il vicesindaco Sergio Gandi, una segnalazione di alcuni cittadini di via Corridoni. Nelle cassette della posta dei loro palazzi avevano trovato fogli in A4 con la scritta «Mescolanza razziale, genocidio bianco», un indirizzo di posta elettronica svizzero e l’inedita sigla «Forze di liberazione europee, divisione nord». La Procura aveva aperto un fascicolo e la polizia si era messa al lavoro, anche mantenendo alta l’attenzione nel quartiere. Sono stati gli uomini delle volanti, con quell’input, a notare il ventiduenne aggirarsi vicino al parco Goisis, alle 3.30. Quando si sono avvicinati, lui ha cercato di scappare e nel bloccarlo un agente è rimasto ferito a un ginocchio (è già tornato in servizio).

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Ma il suo avvocato, subito dopo la scarcerazione, alle 15 di ieri, dice che adesso lui vuole scusarsi: «È sconvolto e non fa che scusarsi con tutti — riferisce il legale —. Ha spiegato che da un paio di mesi viveva un momento di debolezza, si sentiva come se non avesse più un’identità. È pronto a rispondere dell’errore che ha commesso, ne ha compreso la stupidità. Dice che già questi due giorni di carcere, in cui ha avuto modo di convivere con persone diverse da lui per etnia, l’hanno reso migliore».

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