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Il migrante nella valigia

Un migrante marocchino di 27 anni ha tentato di entrare in Europa, via Spagna, chiuso in una valigia, che il fratello aveva sistemato nel bagagliaio dell’auto. Il giovane però è morto soffocato poco prima di arrivare sulla costa spagnola. Lo hanno riferito le autorità di Almeria. Le fonti della polizia hanno raccontato all’agenzia di stampa Efe che è tutto accaduto ieri, poco dopo le venti, quando la nave Sorolla della compagnia Transmeditérranea ha fatto il suo ingresso nel porto di Almeria cinque ore dopo aver lasciato il porto di Melilla.
 
IL MIGRANTE NELLA VALIGIA
Secondo il racconto, il proprietario del veicolo ha lanciato l’allarme allo sbarco nel porto di Almeria: i sanitari hanno cercato di rianimare l’uomo, che a quanto pare veniva dal Maghreb, anche con l’assistenza dell’ambulanza, senza alcun risultato. Secondo quanto racconta El Paìs, le iniziali del migrante, che veniva dal Marocco, erano NM e il giovane aveva anche segni di disidratazione: le stive raggiungono temperature di 32 gradi centigradi durante l’attraversamento del Mar Mediterraneo. La Guardia Civil, titolare dell’indagine, ha arrestato il fratello, in possesso di regolare passaporto francese, del migrante morto nella valigia: «Forse una volta ad Almeria i due avrebbero proseguito fino alla Francia», dicono i militari. L’uomo aveva 27 anni.
 
LA STORIA DEL BAMBINO NELLA VALIGIA

Fonti delle Intelligence di Spagna, Marocco e Mauritania hanno riferito al ministro dell’Interno spagnolo, Jorge Fernandez Daz, che vi sarebbero 80mila immigrati che dal Marocco e dalla Mauritania pronti a entrare in Europa attraverso Ceuta e Melilla. E proprio da lì, dall’enclave di Melilla il primo maggio, in ottocento hanno tentato di saltare le reti. Ci sono stati scontri durissimi con la Guardia Civil, diciotto i feriti. Molti gli arresti. I migranti si nascondono nelle foreste adiacenti alle Enclavi di Ceuta e Melilla, aspettando il momento migliore per organizzare un assalto, un passaggio massivo della barriera di protezione. Altri migranti attraversano a nuoto. La storia ricorda quella del piccolo Adou, bimbo africano di 8 anni che si era nascosto dentro una valigia per passare la dogana, la cui foto ai raggi X aveva fatto il giro del mondo nel maggio scorso. Le autorità spagnole hanno concesso all’epoca un permesso di soggiorno temporaneo di un anno al piccolo Adou che il padre aveva cercato di fare passare così clandestinamente in territorio iberico, al confine di Ceuta. Secondo quanto si è appreso, il permesso temporaneo individuale è stato concesso “per circostanze straordinarie” dal Segretariato di stato all’immigrazione. Il padre del bimbo, che è stato arrestato, aveva affermato di avere pagato un intermediario che avrebbe dovuto consentire al bambino di raggiungere la madre che già si trova in Spagna. Ha detto di non essere stato informato su come avrebbe passato il confine e denunciato di essere una “vittima della mafia” dei trafficanti di esseri umani. La madre, Lucie Outtara, che risiede a Fuerteventura, aveva potuto vedere il bambino in un centro di accoglienza. Ora il piccolo potrà vivere con lei, almeno per un anno, anche se sembra molto probabile che il permesso venga poi prolungato.