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Il medico aggredito e insultato durante la visita fiscale Inps perché nero

Succede a Chioggia: arriva in ritardo alla visita fiscale e insulta con frasi razziste il medico che fa il verbale perché è nero. Poi gli rompe il tablet, lo insegue fino all’auto e stacca la maniglia

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Un medico dell’Inps è stato aggredito a Chioggia, in provincia di Venezia. Minacciato più volte durante una visita fiscale a un uomo in malattia, e apostrofato con insulti a sfondo razzista perché di colore. Distrutto anche il tablet che serve a registrare le visite di controllo.

Il medico aggredito e insultato durante la visita fiscale perché nero

È stato proprio il medico a raccontare, denunciando l’accaduto ai Carabinieri cosa è successo. Non solo insulti razzisti. L’uomo ha anche, dopo che il professionista stava andando via, rotto la maniglia della sua auto perchè l’aveva seguito. Tutto è successo a Chioggia qualche giorno fa. Il Messaggero scrive che il medico è stato insultato con frasi come «sei in Italia e fai quello che vogliamo noi, negro di m…».

Oltre all’aggressione a pubblico ufficiale, e al danneggiamento di beni dell’Inps e di beni privati del professionista, ci sarebbe stato, dunque, anche uno sfondo razziale nell’aggressione. E tutto questo sarebbe accaduto perché l’uomo è arrivato in ritardo a casa, di circa 7 minuti, quando il medico invece era arrivato alle 17 in punto, e le regole Inps stabiliscono che gli orari di reperibilità per le visite mediche domiciliari vanno dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, sette giorni su sette compresi quindi i festivi, orari durante i quali il lavoratore è obbligato a farsi trovare nella propria abitazione o in quella dove si sta curando. Quando l’uomo è arrivato a casa, il medico aveva già aperto il verbale informatico sul suo tablet. È un po’ come per multe nei casi di violazioni al Codice della strada: se il vigile fa il verbale, anche volendo accogliere le obiezioni dell’automobilista, non si può più tornare indietro, e al multato non rimane che pagare la sanzione oppure fare ricorso. Nel caso della visita domiciliare, il lavoratore che non viene trovato a casa negli orari di reperibilità dovrà sottoporsi ad una visita medica in un ambulatorio dell’Inps.

Insomma l’uomo era in ritardo ma non voleva ammetterlo: anzi sosteneva che il suo orologio segnava le cinque in punto. Ma il medico non aveva intenzione di modificare il suo verbale e così è partita l’aggressione verbale. “La violenza è sempre inaccettabile: ora chiediamo la piena applicazione della legge contro chi colpisce il personale sanitario. A nome di tutto l’Ordine veneziano esprimo solidarietà e vicinanza al collega, medico dell’Inps, aggredito ieri a Chioggia mentre stava semplicemente facendo il proprio lavoro”, dichiara con “grande amarezza” Giovanni Leoni, presidente dell’Ordine dei medici lagunare, vice nazionale della Fnomceo. “Durante la pandemia ci hanno chiamati eroi – sottolinea – Purtroppo è durata poco: ora i medici sono tornati a essere il bersaglio della frustrazione e dell’insoddisfazione dei pazienti”.