Attualità

"Il forchettone inserito per non bloccare l'impianto": tre fermi per la tragedia della funivia al Mottarone

@neXt quotidiano|

Ci sono tre fermi per la tragedia della funivia al Mottarone: il proprietario Luigi Nerini, l’ingegnere direttore del servizio e un altro dipendente, capo servizio. I fermi sono stati disposti dalla procura di Verbania che indaga per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. I tre rispondono anche di Rimozione od omissione dolosa di cautele: erano a conoscenza che la cabina viaggiava senza freni.

“Il forchettone inserito per non bloccare l’impianto”: tre fermi per la tragedia della funivia al Mottarone

Chiamarlo incidente ormai non sembra più opportuno: perché la tragedia della fuivia al Mottarone che ha portato alla morte di 14 persone, e ha lasciato l’unico piccolo superstite senza famiglia, non deriva da una fatalità, e neanche da un errore umano. Secondo il procuratore ci sono gravi indizi di colpevolezza che indicano che il forchettone, che avrebbe dovuto attivare il sistema frenante di emergenza, era stato inserito volontariamente. In pratica tutti sapevano che quella cabina viaggiava senza freni.I tre fermati erano consapevoli da settimane del guasto al sistema frenante di sicurezza, spiega il procuratore capo di Verbania Olimpia Bossi. Con il gestore dell’impianto della funivia del Mottarone, un ingegnere e un capo del servizio attualmente in stato di fermo c’è stato un “confronto di carattere tecnico. Si sono ‘giustificati’” rispetto alle consapevoli anomali del sistema frenante dell’impianto “per superare le difficoltà economiche ed evitare che si fermasse a lungo”. Così si è preferito “disinnescare” sulla cabina precipitata il sistema frenante di sicurezza. Spiega Repubblica:

freni forchettone incidente funiva mottarone

Secondo quanto ricostruito da circa un mese, da quando la funivia era stata riaperta dopo il lockdown, la centralina rilevava delle anomalie sull’impianto frenante di una delle due cabine. La segnalazione era stata presa in considerazione, tanto che erano stati chiesti anche degli interventi di manutenzione. Tuttavia non erano stati risolutivi e sarebbe stato necessario un lavoro più incisivo che avrebbe probabilmente tenuto fermo l’impianto proprio ora che la bella stagione era appena iniziata e il Covid stava mollando la presa. D’altra parte però era complicato continuare con quella cabina che di tanto in tanto si fermava e toccava andarla a recuperare trainandola con fatica fino alla stazione. Ecco allora che una soluzione è stata trovata non per risolvere il problema ma per aggirarlo e da alcuni giorni era stato sistemato il forchettone che escludeva i freni di emergenza.

“Abbiamo potuto accertare dai reperti analizzati in questi due giorni e in particolare dall’analisi dei reperti fotografici che la cabina precipitata presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso, cioè non era stato rimosso o meglio era stato apposto il forchettone che tiene distante le ganasce dei freni che dovrebbe dovuto bloccare il cavo in caso di rottura del cavo”, continua il procuratore. L’esigenza di questa ‘toppa provvisoria’ nasce dall’esigenza di non bloccare a lungo l’impianto che presentava “delle anomalie” così sulla cabina “non è stato disposto questo dispositivo (il forchettone,ndr) e quando il cavo si è spezzato la cabina è precipitata”.

incidente funivia mottarone perché i freni non si sono attivati errore umano

Uno sviluppo investigativo “molto inquietante”: Con la “convinzione che mai si sarebbe tranciato il cavo si è corso il rischio” più volte e di una tragedia sebbene le anomalie del sistema fossero state “segnalate più volte”. Tra gli ultimi interventi c’è sicuramente quello del 3 maggio scorso, ma almeno un’altra richiesta di intervento sarebbe stata ignorata, insomma la cabina sarebbe stata a rischio per più giorni o settimane. Le tre persone fermate, tra cui il gestore dell’impianto della funivia del Mottarone, devono rispondere di “Rimozione od omissione dolosa di cautele” previsto dell’articolo 437 del codice penale che punisce chi “omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia”. Ipotesi aggravata “se dal fatto deriva un disastro”.