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Il focolaio dei medici a Sondalo: e chiude tutto il reparto

Dopo una festa di nozze medici, infermieri e decegenti del reparto di medicina dell’ospedale di Sondalo risultano positivi al Coronavirus. E il reparto deve chiudere

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Sono risultati positivi al Covid 19 diversi medici e infermieri, ma non tutti, dell’ospedale Morelli di Sondalo (Sondrio) che, una decina di giorni fa, hanno partecipato a una festa fra colleghi. La direzione sanitaria, dopo la scoperta del focolaio, ha disposto la chiusura immediata del reparto di Medicina, dove lavora il personale sanitario contagiato, disponendo il trasferimento dei pazienti ricoverati in altri presidi ospedalieri della Valtellina e non accettando più ricoveri in quel reparto ora chiuso. Scrive il Corriere:

Un focolaio proprio dentro il presidio che in primavera, durante il picco della pandemia, era stato trasformato in ospedale esclusivamente Covid. «Stupisce quanto successo perché abbiamo vissuto sulla nostra pelle le conseguenze del virus. Eppure chi più di altri avrebbe dovuto mantenere le distanze ha commesso una leggerezza», il giudizio bisbigliato in corsia. I volti sono tirati, nessuno parla volentieri, le foto che circolavano in rete del matrimonio, baci, abbracci e brindisi, sono state cancellate. Le nozze lo scorso 3 ottobre a Gravedona. A coronare il sogno d’amore un’infermiera che lavorava all’ospedale Morelli, ora in forza in un’altra struttura, che nel suo giorno più importante vuole vicino i colleghi con cui ha vissuto momenti difficili. Alla fine il bilancio è pesante: due medici, tre infermieri e tre operatori sanitari positivi, a cui si aggiungono anche due degenti del reparto di medicina — 24 posti letto — che viene chiuso. I pazienti vengono spostati a Sondrio, i nuovi ingressi ricoverati in Pneumologia. Il tempo necessario per sanificare gli ambienti e sottoporre tutti a tampone più volte in pochi giorni. In queste ore il reparto è stato riaperto e la situazione è tornata alla normalità «grazie all’applicazione del nostro protocollo interno», informano i vertici del presidio dove attualmente sono curati 41 pazienti Covid

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