Attualità

Il Fatto e lo zio camorrista del candidato M5S

andrea greco m5s molise

Andrea Greco torna sulla graticola. Il candidato (favoritissimo) del MoVimento 5 Stelle in Molise era stato nei giorni scorsi oggetto di un articolo di Libero, a cui aveva risposto sul Blog delle Stelle. Ora tocca a Vincenzo Iurillo sul Fatto Quotidiano tornare sulla vicenda di Sergio Bianchi, già affiliato al clan di Cutolo e marito di Giuseppina Greco, portata all’altare mentre era in regime di sorveglianza speciale.

Bianchi era un uomo di fiducia del luogotenente di don Rafè, Pasquale Scotti, catturato nel 2016 in Brasile dopo 31 anni di latitanza. IN UN VERBALE del 26 maggio 2004, che riprende vecchie dichiarazioni del 1995, il pentito Francesco Neri, ritenuto il mandante dell’omicidio dell’avvocato cosentino Silvio Sesti, descrisse così Bianchi: “Era una persona pericolosa al 100 per cento, era uno che aveva ammazzato 200-300 persone.

Praticamente questo usciva la mattina e si prendeva la taglia su ogni persona della Nuova famiglia (il clan rivale, ndr) e si prendeva tre milioni a morto e ne ammazzava due o tre al giorno. Era un pazzo, tirava cocaina, la usava come uno si fuma una sigaretta…e sparava. Avrà fatto 50 conflitti a fuoco, e sapete come lo hanno ammazzato? La polizia di Napoli lo ha circondato e lo ha ammazzato per strada”.

Andrea greco camorrista fatto

Il Fatto racconta nei dettagli cosa è accaduto nella notte del conflitto a fuoco:

Con la moglie va a vivere in casa del cognato, Tommaso Greco, il padre del candidato pentastellato. Quando Bianchi si dà alla latitanza la polizia fa irruzione in due abitazioni, nella convinzione che si nasconda in una delle due. UNA È DI ALCUNI familiari dell’uomo, sempre ad Agnone. L’altra è casa Greco. Qui qualcosa va storto, la polizia esplode un colpo di pistola che recide un tendine del braccio di Tommaso Greco, che rimarrà invalido. Bianchi verrà ucciso un anno dopo. Questi i fatti. Avvengono nei primi anni 80. Il papà di Andrea Greco viene colpito al braccio nel 1982. Lo zio viene ammazzato nel 1983 in una sparatoria con la polizia vicino a un bar in via Zanardelli, ad Arzano.

Il candidato M5S non è nemmeno nato. E quando oggi ne parla, per replicare a chi fa riemergere queste vicende sgradevoli, molto probabilmente lo fa sulla base di ricordi familiari edulcorati dal filtro dei sentimenti dei propri congiunti. Come è normale, come è umano. Ed è quindi normale se, come hanno riferito alcuni quotidiani locali, in un primo momento Andrea Greco abbia accennato a familiari vittime di “errori giudiziari” o a minimizzare il legame di sua zia con il killer di camorra: “Fu un flirt”.

Questa è la risposta di Greco pubblicata sul Blog delle Stelle qualche giorno fa:

andrea greco

Come ho già raccontato in prima persona qualche giorno fa, una mia zia ha sposato un personaggio appartenente alla criminalità organizzata, diversi anni prima che io nascessi. Una scelta che la mia famiglia ha fermamente condannato, perché si tratta di un mondo agli antipodi del nostro essere, delle nostre azioni, della nostra storia. Una vicenda che ha provocato dolore alla mia famiglia e di cui, ancora oggi, portiamo le ferite, anche fisiche.

Durante un blitz delle forze dell’ordine, alla ricerca di questo personaggio, mio padre è stato ferito ad un braccio, e questo lo ha reso invalido per tutta la vita. Colpito per sbaglio e, quindi, giustamente risarcito dallo Stato, perché con quella storia non c’entrava nulla e perché da quella persona aveva preso evidentemente le distanze.

Parliamo di fatti avvenuti cinque anni prima che io nascessi, fatti che tutt’oggi provocano dolore. Ma ciò che fa ancora più male è assistere ad avversari politici o, in alcuni casi, alla loro stampa asservita, che per attaccarmi strumentalizzano avvenimenti di cui la mia famiglia è stata vittima.

EDIT 13 aprile: Oggi il Fatto sente Greco sulla vicenda:

Mia zia si innamora e sposa questo delinquente. Mio padre prova a ostacolare questo matrimonio, poi si trasferisce da Agnone e va a vivere in un altro paese. Mio padre e mio zio non hanno mai vissuto insieme. Una soffiata attiva le forze dell’ordine, che unanotte citofonanoal campanelloe poi sfondano la porta. Mio padre pensa a dei ladri, istintivamente richiude la porta. Uno dei poliziotti lo scambia per il latitante, urla ‘è iss’,. Gli sparano al braccio. Tre anni di interventi. Mio padre non nascondeva nessuno. Lo Stato ha transato 150 milioni di risarcimento per danno fisico permanente. Prima faceva l’a u to t r asportatore, ha dovuto cambiare lavoro e fare l’ambulante. Dopo la scuola lo aiutavo a caricare la merce.

Ed ora cosa prova quando pensa a suo zio?
Ho maledetto tutti i giorni della mia vita quella persona. Per colpa sua abiamo passato tutto questo.

Leggi sull’argomento: Andrea Greco: lo zio criminale del candidato M5S in Molise