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Il caso dei cadaveri di gatti sezionati alla caserma Ederle di Vicenza

Approda in Parlamento il caso dei gatti sezionati all’interno della base Nato di Vicenza. La vicenda è venuta alla luce lo scorso 11 febbraio quando alcuni studenti dell’Istituto tecnico vicentino “Alessandro Rossi” si sono recati in visita alla “Scuola Americana” sita all’interno della caserma nota ai più per essere al centro delle polemiche e delle contestazioni per la decisione da parte del Dipartimento della Difesa USA (di concerto con i governi italiani) di procedere con l’allargamento della base all’interno dell’ex-aeroporto civile Dal Molin. La presenza della base USA a Vicenza è inoltre causa di numerosi attriti tra personale militare e la popolazione civile a causa di diversi episodi di violenza dei quali si sono macchiati i parà americani di stanza nella Ederle.
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L’interrogazione delle parlamentari PD ai ministri Giannini e Pinotti

Il contesto nel quale è esploso il caso dei gatti sezionati è quindi particolarmente delicato dove l’accusa principale rivolta ai nostri “amichevoli” alleati è quella di comportarsi come se fossero a casa loro senza tenere conto della legge italiana. Va inoltre tenuto conto che all’interno della base ci sono tutte le strutture necessarie per non far sentire al personale la nostalgia di casa, di fatto la Ederle (come tutte le basi USA all’estero) è una sorta di Little America in territorio straniero. Va da sé che la scuola per i figli dei militari segua il programma didattico statunitense che prevede in alcuni casi, la dissezione di animali (è un classico cinematografico quella delle rane). E di sicuro quello dei gatti morti sezionati in aula sarebbe stato uno spettacolo al quale gli alunni del “Rossi” (benché vicentini) si sarebbero risparmianti volentieri. Dell’episodio è venuta a conoscenza la LAV (lega anti vivisezione) che hanno presentato un esposto ai Carabinieri per chiedere da dove provenissero le carcasse. Secondo l’associazione animalista si tratta di un’operazione illegale perché una legge del 2008 ha vietato l’utilizzo di animali nelle scuole italiane a fini educativi. I Carabinieri hanno accertato che i felini utilizzati durante la lezione provenissero dagli Stati Uniti grazie ad un programma di abbattimento della popolazione felina (non si tratterebbe di animali allevati allo scopo) attraverso una società specializzata la “Carolina biological supply company” che non avrebbe spedito carcasse in Italia dal 2011 (rimane quindi il dubbio di come ci sia arrivata in aula nel 2016). Stando a quanto dichiarato dal comando Carabinieri Setaf non sarebbe stata rilevata alcuna infrazione della legge italiana ma le senatrici Silvana Amati, Monica Cirinnà, Manuela Granaiola e Daniela Valentini del Pd, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’istruzione Stefania Giannini e a quello della difesa Roberta Pinotti per chiedere ulteriori chiarimenti riguardo la provenienza delle carcasse dei felini e circa la liceità del loro utilizzo in territorio italiano. Resta quindi da accertare se la “Scuola Americana” all’interno della base Ederle sia soggetta alle stesse leggi vigenti per le scuole italiane o goda di un qualche statuto speciale che le consenta di operare in deroga alle leggi vigenti in Italia. Ed è questo l’aspetto davvero interessante di tutta la vicenda.