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Il Comune di Roma e la storia dello sfratto di una bambina disabile

maria noemi mariani sfratto

Maria Noemi Mariani è una bambina di 11 anni, invalida al 100% che vive in una casa Ater in via San Saba a Roma. La bambina è invalida dalla nascita a causa di un errore avvenuto al momento del parto che le ha provocato un’asfissia con conseguente emorraggia cerebrale: Maria è paralizzata è necessita di continue – e costose – cure. Manuel e Giovanna, i genitori di Maria Noemi, hanno anche altre due figlie e dal 2006 vivono in una casa Ater che era stata concessa, dopo averne fatto richiesta, dall’allora sindaco di Roma Walter Veltroni.

maria noemi mariani sfratto
Lo striscione degli Ultras della Roma a sostegno di Noemi Mariani

L’alloggio assegnato in modo illegittimo dopo dieci anni

Emmanuel Mariani – autista ATAC in aspettativa ha raccontato di aver fatto un appello al sindaco e ai servizi sociali e di essere riuscito ad ottenere l’assegnazione di una casa a San Saba, vista anche la frequente necessità di trasportare la bambina all’ospedale Bambin Gesù per sottoporla a cure. Dopo quasi dieci anni in questi giorni è arrivata a casa dei Mariani (ma pare anche ad altre famiglie che versano in una situazione simile) una comunicazione del Comune nella quale si rende noto che il Campidoglio ritiene ora illegittima l’assegnazione dell’alloggio, avvenuta nel 2006, alla luce di un procedimento penale a carico dei firmatari della determinazione dirigenziale con la quale la casa Erp fu all’epoca data. In poche parole la famiglia Mariani sarebbe costretta ad abbandonare la sua abitazione perché in seguito alle indagini sull’impiegato che ha fermato la determinazione dirigenziale di assegnazione della casa Erp è emerso che l’alloggio popolare è stato assegnato senza alcuni rispetto delle posizioni che precedevano in graduatoria. Di fatto quindi il Comune di Roma considera illegittima l’assegnazione che deve essere annullata. La conseguenza pratica (non si sa quanto immediata) è che la famiglia Mariani sarà costretta ad abbandonare la sua abitazione. Certo, Mariani (e come lui le 288 famiglie raggiunte dalla lettera che dichiara illegittima l’assegnazione dell’alloggio Erp) può presentare le sue controdeduzioni. Un’arma a doppio taglio però, perché se le obiezioni di Mariani venissero respinte (come sembra probabile) l’unica casa sarebbe fare e, come ha spiegato il padre di Maria Noemi all’AdnKronos “se poi perdessi il ricorso sarei considerato un abusivo tanto da non poter accedere ad altri bandi per le abitazioni”. Inoltre perdendo l’abitazione la famiglia Mariani perderebbe anche l’assistenza sanitaria: “tutto a causa della burocrazia e di un processo a qualcuno rispetto al quale non c’entriamo nulla”, conclude Mariani. Ed in effetti non si può certo ritenere che la colpa dell’illegittimità sia da ricadere sulle famiglie che abitano negli alloggi dell’Ater.

Non si tratta di un caso isolato

Anche Mirella Scuccato, 75 anni, è invalida al 100% a causa del parkinson. Vive insieme a uno dei suoi quattro figli nella casa popolare dell’Ater che, nel 2007, venne assegnata alla sua famiglia quando il marito era ancora in vita, anche lei un paio di settimane fa ha ricevuto la lettera dal Dipartimento per le politiche abitative che le comunicava che l’alloggio era stato assegnato in maniera illegittima senza rispetto della graduatoria. Diego Midolo, uno dei figli dell’anziana ha provato a spiegare il punto di vista delle tante famiglie romane che versano nella loro situazione dopo aver ricevuto la notifica dal Campidoglio: «Dire che siamo rimasti scioccati è poco, mia madre sta a pezzi, io chiedo per lei solo un po’ di tranquillità. Quando nel 2007 ci chiamarono dall’Ater per assegnarci l’alloggio eravamo in graduatoria da secoli. Mio padre era disoccupato, mia madre casalinga ed eravamo quattro figli. Mi chiedo: possono accorgersi dopo quasi 10 anni che la nostra assegnazione era illegittima? C’è gente che occupa e non viene cacciata, qui invece viene cacciata gente alla quale la casa era stata assegnata. Se c’è stato qualche abuso, è giusto punire quell’abuso ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Il Comune valutasse caso per caso perché altrimenti la brava gente ci rimette». Emanuel Mariani, che da sempre combatte per vedere riconosciuti i danni subiti in ospedale dalla figlia non ha intenzione di arrendersi e ha già scritto alla Sindaca Virginia Raggi per chiederle di trovare una soluzione alla situazione. Dalla sua parte si è schierata anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (Mariani si è candidato alle amminsitrative in una lista a sostegno della Meloni), che ha presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale. Nel frattempo è stata organizzato per martedì 29 alle ore 16 in Piazza del Campidoglio un presidio pacifico con e per il Comitato “per MariaNoemi” per far presente davanti ai palazzi delle istituzioni capitoline la situazione della famiglia Mariani e delle altre famiglie che ora rischiano lo sgombero.

La risposta dell’assessora Laura Baldassarre

Sulla questione legata al caso della famiglia Mariani è intervenuta anche l’assessora al sociale di Roma Laura Baldassarre che ha fatto sapere che la giunta sta lavorando per trovare una soluzione al singolo caso: «Il singolo caso lo stiamo già seguendo. Stiamo lavorando ad una delibera di giunta per dare una risposta non solo alle singole situazioni, ma di sistema. Non abbiamo delle politiche per l’emergenza abitativa, è importante lavorare su questo e lo stiamo facendo». L’assessora diede la stessa risposta anche per quanto riguardava il centro di accoglienza Baobab, e sappiamo poi come è finita.