Fatti

Il brivido di lavorare a 400 chilometri d'altezza

I video girati con le GoPro, le mini-telecamere che si possono indossare, hanno questa particolarità: lasciano quasi sempre a bocca aperta lo spettatore. Hanno infatti un duplice vantaggio, il primo è che la ripresa soggettiva risulta più avvincente e coinvolgente, soprattutto se si tratta di sport estremi. Si potrebbe dire che a causa delle mini-telecamere stia nascendo una nuova generazione di documentaristi (un po’ come le reflex digitali ci hanno resi tutti “fotografi”). Il secondo è che grazie alle loro dimensioni possono essere portate quasi ovunque.

 
VERSO L’INFINITO E OLTRE
L’ultimo mega-spot alla GoPro arriva direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale. Durante due EVA (Extra Vehicular Activity) effettuate il 25 febbraio (EVA #30) e l’1 marzo (EVA #31) per dei lavori di manutenzione all’esterno della ISS Terry Virts e il suo collega Barry “Butch” Wilmore si sono divertiti a filmarsi mentre fluttuavano nello spazio, dandoci la possibilità di vedere cosa si prova a lavorare a 400 chilometri di altezza mentre si viaggia ad una velocità di 7,66 chilometri al secondo (circa 27.000 km/h).

Selfie a 400 km di altezza (fonte: Youtube.com)
Selfie a 400 km di altezza (fonte: Youtube.com)

Nel caso vi stiate chiedendo come mai si sentono anche dei suoni la spiegazione ce la fornisce direttamente la NASA: i rumori che si sentono sono causati dalle vibrazioni trasmesse al supporto dove era agganciata la GoPro dai ventilatori della tuta spaziale usata per l’attività extra-veicolare.
Suoni nello spazio?
Suoni nello spazio?

Durante l’EVA i due astronauti hanno lubrificato il braccio robotizzato Canadarm2 (che si può vedere sulla sinistra della foto di copertina) e preparato il modulo Tranquillity per il trasferimento del Permanent Multipurpose Module in attesa dell’arrivo Bigelow Expandable Activity Module (BEAM).
 
IL VIDEO DI ASTROSAMANTHA
Anche la nostra Samantha Cristoforetti ci regala oggi un video eccezionale che in un timelapse di trenta secondi ci fa viaggiare dall’Italia all’Oceano Indiano passando sopra la Grecia, il Mediterraneo e sorvolando l’Egitto e il corso del Nilo. Un viaggio di 5500 chilometri che, alla velocità con cui sta viaggiando la Stazione Spaziale Internazionale, Samantha ha percorso in soli dodici minuti.