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L'assalto dei russi a Ikea prima della chiusura contro la guerra | VIDEO

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Ikea ha annunciato in un comunicato di aver sospeso le sue attività in Russia e in Bielorussia, con un impatto significativo su circa 15mila dipendenti. Saranno chiusi 17 magazzini e tre siti produttivi. La decisione si inserisce nel filone intrapreso anche da altri grandi marchi, che hanno deciso di abbandonare Mosca in segno di condanna della guerra in corso in Ucraina.

L’assalto dei russi a Ikea prima della chiusura contro la guerra

“La guerra ha un enorme impatto umano e si traduce in gravi problemi della catena di produzione e distribuzione – si legge in un comunicato dell’azienda – ragione per cui le società del gruppo hanno deciso di sospendere temporaneamente le attività di Ikea in Russia e Bielorussia”. Ikea ha anche annunciato che insieme alla sua fondazione farà una donazione di oltre 400 milioni di corone svedesi (circa 37 milioni di euro) per aiutare i profughi fuggiti dall’Ucraina. Resteranno aperti invece aperti gli store di Mega, catena di distribuzione di prodotti alimentari sempre della galassia Ikea.

Stanno voltando le spalle al Cremlino anche altri brand noti in tutto il mondo come H&M, che ha annunciato una sospensione “temporanea” delle vendite nel Paese – che per l’azienda costituisce il sesto mercato per importanza – dicendosi “preoccupato per i tragici sviluppi in Ucraina” ed esprimendo “vicinanza a tutte le persone che stanno soffrendo”. Volkswagen ha chiuso la produzione in Russia, dopo Mercedes Bmw e Ford. Stop alle spedizioni da e per il Paese per il colosso del cargo Msc Mediterranean Shipping Company, e lo stesso vale per Dhl. Nel settore dell’intrattenimento Disney ha fermato la distribuzione dei suoi film nelle sale cinematografiche russe, Netflix ha sospeso tutti i progetti futuri e le acquisizioni mentre Apple ha disabilitato il funzionamento di servizi come Apple Maps e di Apple Pay e ha rimosso le applicazioni di RT News e di Sputnik News dagli App Store nei paesi fuori dalla Russia.