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I voli di Stato da Berlusconi a Renzi

berlusconi renzi

Dopo la polemica sul Renzicottero il Fatto Quotidiano pubblica, a corredo di un articolo di Emiliano Liuzzi, questa infografica sui voli di Stato dal governo Berlusconi a quello di Renzi.

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La tabella del Fatto Quotidiano sui voli di Stato da Berlusconi a Renzi

Spiega il Fatto che i costi dei voli di Stato sono enormi, e a controllarne la legittimità è… la presidenza del Consiglio.

E costano milioni di euro. 53 milioni nel 2010, 42 milioni e 700 mila euro l’anno successivo, 31 milioni nel 2012, 19 milioni e 300 mila euro nel 2013 per tornare ai 40 milioni nel corso del 2014. Anche il protocollo di sicurezza in realtà non esiste. Lo dicono i servizi segreti, ogni sei mesi, cosa è opportuno fare. Mentre Berlusconi volava in Sardegna, il suo rivale storico, Romano Prodi, preferiva spostarsi in treno tra Bologna e Roma. Tutte le settimane. Il treno, spesso e volentieri, lo usava per le sue visite anche il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Cosa che invece non ha fatto il suo successore, Giorgio Napolitano. Eppure, a essere fiscali, il regolamento parla molto chiaro. “Il trasporto aereo di Stato”, si legge nella direttiva del 23 settembre 2011, “concorre alla protezione di soggetti sottoposti a minaccia”. Inoltre è sottolineato come l’uso del volo blu sia alternativo, e soprattutto “non è ammessa la concessione del trasporto aereo di Stato per le tratte sulle quali sia presente il trasporto ferroviario”.MA CHI CONTROLLA sull’applicazione della direttiva? La presidenza del consiglio. Dunque è Renzi che controlla se stesso. Deve chiedersi l’autorizzazione. È un paradosso, ma funziona così. Così sale chiunque abbia un incarico di governo, anche l’ultimo dei sottosegretari.