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I vegani azzannano Red Ronnie per colpa dell'amatriciana

NaziVegani: se non ci fossero bisognerebbe inventarli. E non perché non riusciremmo a fare a meno della loro superiorità morale e della loro intransigenza, quella abbonda ovunque, ma perché dove le trovi delle persone che riescono a far sembrare intelligenti e sensate le parole di Red Ronnie? Eppure l’impensabile è accaduto, e non perché Red abbia abbandonato le sue bislacche teorie su vaccini e altri complotti ai danni della salute pubblica ma per un post pubblicato riguardo l’amaticiana solidale a favore dei terremotati.
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Come era già successo nei giorni scorsi il fatto che Amatrice, uno dei paesi rasi al suolo dal sisma, sia universalmente considerato la patria dell’amatriciana ha mandato in cortocircuito parecchie “persone etiche”. Se a questo aggiungete il fatto che alcuni ristoratori abbiano aderito all’iniziativa dell’amatriciana per Amatrice potete ben capire come i vegani si siano voluti trovare a dover decidere se mangiare un piatto di pasta “fatto di crudeltà e sofferenza” oppure non aiutare i terremotati. Naturalmente l’idea che si potesse fare anche una terza cosa, ovvero donare dei soldi tramite altre iniziative benefiche non sembra essere stata presa in considerazione dai più esaltati. Ma quando si adotta uno stile di vita che è basato su una scelta individuale ma al tempo stesso considerata universale allora non c’è tempo per fare troppi ragionamenti e soprattutto non è concesso fare sconti a nessuno: i trasgressori verranno puniti. E quindi il fatto che Red Ronnie, spinto dallo slancio di fare qualcosa per aiutare i terremotati abbia lodato, senza prenderci parte, all’iniziativa dell’amatriciana solidale è stato visto come un peccato mortale. Ecco cosa ha scritto Red su Facebook:

Milano Marittima aderisce all’iniziativa: ordinando un primo piatto all’amatriciana contribuisci a raccogliere fondi da donare agli abitanti di Amatrice. Io sono vegan e non la mangio, ma è un’iniziativa lodevole. Come quella che forse faremo con Rock No War o l’intenzione di Beppe Carletti di fare un concerto come quello del 2012 per aiutare le vittime del terremoto in Emilia

Poco importa che Red Ronnie volesse rivolgersi ai suoi fan onnivori, un vegano non deve permettersi di sfruttare la sofferenza degli animali che muoiono ogni giorno per mano dei mangiatori di amatriciana.

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250 miliardi di animali, ma a me bastava un etto di guanciale

Il concetto è molto semplice, non possiamo fare bene agli altri esseri umani facendo male ad altri esseri viventi, perché tutti gli esseri viventi sono sullo stesso piano. Non tutti, le piante sono proprio delle stronze e meritano di essere uccise e saltate in padella senza pietà.
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Non poteva mancare il riduzionista ad Hitlerum, quello che utilizza un esempio che nulla a che vedere con la situazione attuale. Cosa farebbe Red Ronnie se il terremoto fosse accaduto nella regione di Yulin, famosa per il suo festival di carne di cane? Avrebbe forse promosso lodevoli iniziative a base di cane?
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Ma perché non ricordare che siccome i cinesi sono comunisti, e i comunisti mangiano bambini, forse sarebbe opportuno promuovere la lodevole iniziativa della zuppa di neonato con germogli di bambù.
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Perché non dovete dimenticarvi che “un terremoto annienta e stronca vite in un istante, un piatto all’amatriciana stronca vite lentamente ed inesorabilmente senza mai fine“. Messa così il terremoto non è poi così malaccio, peccato che il terremoto abbia stroncato vite umane (e sul fatto che l’abbia fatto in un istante avrei qualche dubbio). Naturalmente il problema è stato che una persona etica come Red Ronnie ha osato condividere un’iniziativa non etica. Il che equivale a mangiare almeno cinque pulcini vivi.
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Ci sono anche quelli che nemmeno si rendono conto che nella loro foga antispecista mettono gli animali vittime del terremoto al primo posto nella classifica degli esseri viventi da aiutare. Sarà forse perché, al contrario delle persone sono innocenti non avendo mai mangiato un piatto di pasta all’amatriciana in vita loro? Inutile per Red Ronnie spiegare che è vegan dal 1995 e che il suo non è un invito a mangiare l’amatriciana ma è un semplice apprezzamento nei confronti di un’iniziativa benefica. Red si è molto sorpreso per il massacro subito dai suoi compagni di vita etica. Eppure ha ben poco da stupirsi perché è esattamente quello che succede quando si fa diventare universale una scelta alimentare individuale. I vegani come Red Ronnie pensano di essere persone etiche e ci spiegano costantemente quello che è giusto o non è giusto fare, dire o mangiare (lettera o testamento): gli altri sbagliano sempre, sono violenti e non rispettano la vita.
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Moralizzatore e vegano = doppiamente moralizzatore

A quanto pare però questo va bene finché non trovi qualcuno più etico di te che ti dà una lezione.