Cultura e scienze

La rosicata dei sovranisti trollati da Tolo Tolo di Checco Zalone

@Giovanni Drogo|

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Nel primo giorno di programmazione nelle sale Tolo Tolo di Checco Zalone ha battuto i record con un incasso di poco inferiore ai nove milioni di euro (8.7 milioni). Chissà se lo ha fatto grazie a quella che oggi molti spettatori denunciano essere stata un’operazione di marketing congegnata per ingannare i sovranisti.

Aiuto! Checco Zalone fa propaganda immigrazionista!

Sì, perché molti fieri difensori dei confini e della sovranità nazionale ieri sono andati al cinema per vedere il film “razzista” di Zalone. Ma hanno scoperto che le cose a quanto pare sono molto diverse. Tra i primi a lamentarsi il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa che si è sfogato su Twitter lamentandosi che alla prima di Tolo Tolo non ci siano stati applausi e che il film è anche “scarso e noioso”. La Russa è davvero arrabbiato perché propone la formula “soddisfatti o rimborsati”, segno che il film non gli è piaciuto per niente.

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Ma non è il solo. Un altro appena uscito dalla sala cinguetta che il film è «pura propaganda globalista, buonista ed immigrazionista». La colpa sembra essere di non meglio precisati poteri forti perché lo spettatore-sovranista non se la sente di incolpare Zalone che al massimo «ha lasciato che un suo film venisse inquinato». Chissà se è accaduto prima o dopo la polemica sul video musicale accusato di sfruttare stereotipi razzisti e che potrebbe aver ingolosito molti spettatori sovranisti.

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Perché c’è chi è convinto che la canzone sia stata «un inganno per convincere la gente ad andare in tempo di record al cinema» ma che in verità Tolo Tolo sia «un film totalmente di regime, a tratti trash». Indicativo il fatto che Zalone si avvalga della collaborazione del “piddino livornese Virzì”.

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A quanto pare anche il trailer è “pubblicità ingannevole” (sarà per questo che La Russa chiede il rimborso?): «chi si aspetta di trovare tracce del trailer nel film resterà deluso». Insomma tutta la polemica e il polverone su “Zalone razzista” sono serviti per spingere quelli che magari sentivano di avere qualcosa in comune con l’ennesima vittima del politicamente corretto dei sinistri ad andare al cinema. E beccarsi un panettone buonista che prende in giro proprio i sovranisti (per la verità anche qualche “buonista” non ha gradito che si scherzasse sulle tragedie dell’immigrazione).

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Il film è «pura propaganda» perché mostra quello che succede ai migranti in Libia e a Sud del Mediterraneo. Cose che evidentemente nessuno avrebbe voglia di sentire, anche se vengono ripetute da anni, men che meno in un film comico. E così il film di quello che metteva alla berlina il perbenismo dei “buonisti” si trasforma in un film “finanziato da Soros” al quale mancava solo il cammeo di Carola Rackete. I sovranisti sono stati ingannati, qualcuno presto gli ridia i soldi del biglietto.

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