Attualità

I renziani amici di Francesca Chaouqui

chaouqui papa francesco 2

Francesca Immacolata Chaouqui, la donna arrestata e poi rilasciata ieri per il Vatileaks 2, aveva, com’è normale visto il suo mestiere, molti contatti con il governo Renzi, e aveva anche tessuto una relazione di amicizie con alcuni esponenti fidati del premier. Repubblica ad esempio racconta del clamoroso fiuto dei collaboratori di Renzi nel trovarsi sponde in Vaticano, oltre che della storiella dei genitori del premier che volevano incontrare Papa Francesco:

Una volta ha portato i genitori di Matteo Renzi a Santa Marta con la promessa di far incontrare loro Bergoglio. In quanto membro della Cosea,la Chaouqui aveva il pass per entrare ai locali della mensa, che sono al piano terra del palazzo dove risiede il pontefice. Soltanto che papa Francesco non li potè (o non li volle) ricevere e la cosa creò non pochi imbarazzi. Ha provato ad avvicinare anche il sottosegretario Luca Lotti, senza trovare considerazione, poi è entrata nelle grazie di Marco Carrai, l’imprenditore toscano braccio destro del premier. Lei e suo marito, l’informatico Corrado Lanino, erano tra gli invitati al matrimonio di Carrai. Non solo: la moglie dell’imprenditore, Francesca Campana Comparini, ha voluto la Chaouqui tra i relatori del Festival delle religioni.

Libero invece pubblica questo malizioso tweet in cui la Chaouqui annuncia la sua partecipazione alla Leopolda:
francesca chaouqui leopolda

Evidentemente, il Vaticano non le basta. Il 24 ottobre 2014 comunica urbi et orbi via Twitter che sarà alla convention del Pd,per sostenere Matteo Renzi: « Io domani vado alla #Leopolda5 a cercare di costruire qualcosa, non al corteo ad urlare». Quale che sia stato il suo contributo, soddisfatta fa da cassa di risonanza alle parole dello stesso Renzi,di Luca Lotti,di Davide Serra,di Marianna Madia e di Beatrice Lorenzin.

Infine c’è la famosa foto con Papa Francesco, tratta dal suo profilo Facebook:
chaouqui papa francesco 1
Secondo quanto si è appreso da fonti vicine a Francesca Immacolata Chaouqui, la donna di fronte alle autorità vaticane ha respinto tutti gli addebiti che le vengono mossi e la sua collaborazione, lungi dall’essere un’ammissione di responsabilità, è finalizzata all’accertamento della verità. Rivelazione di notizie o documenti di cui è vietata la divulgazione: è questo il reato previsto dall’articolo 10 della legge IX emanata l’11 luglio del 2013, che modifica il Codice penale e il Codice di procedura penale del Vaticano, per cui si rischia la condanna a una pena che può variare da 4 a 8 anni di carcere. E’ il reato di cui sono accusati monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, rispettivamente segretario e membro della Cosea, la Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede, entrambi arrestati e la donna poi rilasciata per la collaborazione assicurata alle indagini. “Chiunque si procura illegittimamente o rivela notizie o documenti di cui è vietata la divulgazione, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni o con la multa da euro mille ad euro cinquemila – recita il codice penale vaticano – Se la condotta ha avuto ad oggetto notizie o documenti concernenti gli interessi fondamentali o i rapporti diplomatici della Santa Sede o dello Stato, si applica la pena della reclusione da quattro a otto anni. Se il fatto di cui al comma precedente è commesso per colpa, si applica la pena della reclusione da sei mesi a due anni”. La modifica del Codice penale del Vaticano, attraverso la legge IX del 11 luglio 2013 è intervenuta a pochi mesi di distanza dal caso ‘Vatileaks’ e del processo concluso il 10 novembre del 2012 a carico di Paolo Gabriele, maggiordomo di Papa Benedetto XVI, che fu condannato a 4 mesi, poi ridotti a 2 e infine graziato da Joseph Ratzinger.