Attualità

I jihadisti belli belli belli in modo assurdo dell'ISIS

L’ISIS ha creato una narrativa efficace sue due fronti: quello per portare avanti una lotta (fino ad ora soprattutto mediatica) all’Occidente e quello per guadagnare nuovi adepti al fine di poter condurre le proprie campagne militari in Medio Oriente e nei paesi dove intende realizzare il Califfato islamico. Gli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi hanno saputo sfruttare le paure dell’Occidente a proprio vantaggio riuscendo, fino ad ora, ad apparire come eroi agli occhi di coloro che sono disposti ad unirsi alla causa. L’ISIS non si muove solo come quelle organizzazioni terroristiche come al-Qaida reclutando nelle moschee e nei centri di cultura islamica, l’obbiettivo è reclutare ovunque.
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BELLO, BELLO IMPOSSIBILE, CON GLI OCCHI NERI E IL TUO SAPOR MEDIORENTALE
Nell’economia di guerra dell’ISIS le donne sono importanti quasi quanto il denaro e gli uomini mandati a combattere la guerra santa per la liberazione del mondo mussulmano. I soldati del Califfato infatti non vengono pagati solo in denaro (si stima all’incirca 100 dollari al giorno per ogni giornata al fronte) ma anche con i favori sessuali delle donne fatte prigioniere durante la campagna militare. Come abbiamo raccontato su Next qualche tempo fa la gestione dei cosiddetti bordelli dell’ISIS è in mano alle donne della brigata Al-Khanssaa. Ma il ruolo delle donne dello Stato Islamico non si limita a questo. Tra i doveri del buon jihadista c’è anche quello di contrarre un vero matrimonio islamico, e per fare questo l’ISIS ha bisogno di donne che vogliano andare in moglie ai miliziani di Daesh (e non si spaventino troppo all’idea di diventare vedove troppo presto). L’idea geniale quindi racconta “Ayesha” una ragazza “fuoriuscita” dall’ISIS e che ha raccontato la sua storia alla BBC è quella di utilizzare i jihadisti più aitanti come specchietto per le allodole per convincere le ragazzine a scappare di casa e andare a trovare il vero amore tra le braccia dei rudi (ma attraeinti) combattenti islamici.

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SPOSERÒ JIHADI JOHN
I miliziani dell’ISIS sono uomini che sanno come trattare le donne e che sono visti da molte delle ragazze disposte a sposare un jihadista con gli stessi occhi sognanti con i quali Clizia Gurrado guardava Simon Le Bon. Ayesha racconta che quando aveva 16 anni è stata contattata su Facebook da un uomo che le avrebbe detto “sei molto bella, è ora di nascondere quella bellezza, perché è preziosa“. Non era il messaggio di un molestatore, ma di una persona che faceva leva sul suo sentimento religioso e sul suo senso del pudore. Inoltre, ricorda la ragazza, nei video dei terroristi di Daesh i jihadisti sono sempre molto belli e attraenti (quelli dei quali si vede il volto, ovviamente), e l’idea di poter avere anche lei un uomo così bello prima che muoia di una morte violenta mentre è impegnato a difendere l’Islam è senza dubbio motivo di eccitazione per le ragazze che scappano di casa e si uniscono al Califfato di al-Baghdadi.
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PER UN GRANDE CALIFFATO CI VUOLE UN GRANDE PENNELLO
E di ragazze disposte a lasciare la propria famiglia e andare in Siria o in Iraq pare che ce ne siano. Come le tre adolescenti inglesi le cui immagini sono state catturate da una telecamera di sorveglianza a Istanbul durante il loro viaggio verso i territori controllati da Daesh. Ma all’ISIS queste volontarie sembrano non bastare, qualche tempo fa era stato pubblicato un video che mostrava alcuni jihadisti intenti a contrattare il prezzo delle concubine. Una pratica che sembra essere utilizzata, assieme all’utilizzo di droghe “da combattimento” per poter ottundere i sensi dei combattenti e consentire loro di commettere le atrocità necessarie per l’avanzata del Califfato nel mondo arabo. Non di solo denaro vive l’ISIS e non si può certo pensare che i jihadisti si accontentino solo della loro misera paga e della prospettiva di avere 72 vergini una volta arrivati in paradiso.