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I festini osé del deputato PD nella villa dell'amico

marco di stefano

Spunta un giro di “ragazze immagine” nell’inchiesta su mazzette e sulla scomparsa del collaboratore del deputato democratico (autosospeso dal gruppo dopo la notizia dell’indagine) Marco Di stefano. Le giovani sono state ingaggiate da una società di Guagnelli, uomo tuttofare dell’ex assessore regionale, e un articolo a firma di Giuseppe Scarpa e Lorenzo D’Albergo per Repubblica racconta la storia completa, che parte dalla scomparsa di Alfredo Guagnelli, collaboratore e tuttofare di Di Stefano.
 
I FESTINI OSE’ DEL DEPUTATO PD
Dell’indagine sul renziano che alla Leopolda aveva coordinato un tavolo sulla moneta elettronica si parla dai primi di novembre. Il deputato del Partito Democratico, ex UDC e UDEUR, è indagato per corruzione nell’inchiesta della procura di Roma sulle tangenti per gli immobili Enpam. Secondo l’accusa Di Stefano avrebbe incassato 1,8 milioni di euro per favorire una società amica. La Gdf dice che Di Stefano nell’agosto di quattro anni fa avrebbe promosso e autorizzato la ricerca di una nuova sede della Lazio Service SPA, società partecipata al 100% dalla Regione Lazia. La gara fu pilotata, secondo l’accusa, per far vincere la Belgravia Invest SRL, società dei fratelli Pulcini, e assegnare all’azienda l’immobile in via Serafico 107 al prezzo fuori mercato di 3 milioni e 725mila euro. Anche un altro immobile attiguo in via Serafico 121 venne utilizzato dalla Regione per il personale della Lazio Service, e anche questo immobile era di proprietà dei Pulcini. In una delle intercettazioni su Di Stefano ci sono anche allusioni alle primarie da lui vinte, e definite “truccate” in quello che lo stesso deputato, in una dichiarazione a Libero, derubricherà come semplice sfogo. Nella storia c’è anche una valigetta piena di soldi e documenti che viaggiavano dalla Francia all’Italia e viceversa, frutto probabilmente di evasione fiscale e poi utilizzati per “oliare” la macchina della politica e vincere appalti.

L’imprenditore ne parla al telefono con un’amica, fornisce dettagli su un viaggio in Francia che insospettisce i pm. Scrive il giudice nel provvedimento che autorizza le intercettazioni: «Pulcini, inizialmente intenzionato a recarsi a Nizza a mezzo aereo, ha poi optato per la soluzione stradale incaricando due soggetti. Appaiono emblematici i termini della tentata prenotazione aere averosimilmente finalizzati a evitare, nella fase di rientro, possibili controlli aeroportuali, talvolta innescati sui bagagli. Non ultimo il fatto di voler evitare la collocazione in stiva di qualcosa di valore, comunque non trasportabile a mano. Potrebbe così spiegarsi la volontà di ricorrere al mezzo stradale nella fase di passaggio di confine tra Francia e Italia, verosimilmente attraversato con materiale e documenti di sicura importanza per Pulcini, probabilmente valuta». (Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera, 7 novembre 2014)

 
 
IL CASO GUAGNELLI
Ora esce anche la storia dei festini osé, ambientati nella casa di campagna di Guagnelli a Grottaferrata. Qui, secondo il racconto di Gilda Renzi, ex moglie di Di Stefano, si tenevano festini a base di alcol e belle donne.

Party osè ai quali ha partecipato in più di un’occasione anche il deputato Pd Marco Di Stefano. A confermare la presenza dell’onorevole alle feste è stata l’ex moglie Gilda Renzi. Lo ha detto davanti agli uomini della squadra mobile e al sostituto procuratore Tiziana Cugini, che nei prossimi giorni ascolterà anche la versione dello stesso Di Stefano. Nel corso dell’interrogatorio fiume di venerdì pomeriggio – quattro ore di deposizione – l’ex compagna dell’esponente dem non si è comunque fermata all’organizzazione degli incontri nella villa dei Castelli. Nelle stanze di piazzale Clodio, con i pm alle prese con un verbale che si andava gonfiando di pagine minuto dopo minuto, l’ex signora Di Stefano ha anche indicatola “preferita” dell’ex consorte. È una spagnola, giovane e avvenente.

Una delle ragazze di Guagnelli, che per adesso risulta ancora scomparso. Dove è finito il faccendiere? Qui la storia, da “semplice” caso di corruzione, rischia di avere risvolti ancora più macabri. Guagnelli sarebbe scomparso dopo una speculazione immobiliare a Castel Giubileo, su cui si indaga per tangenti. E adesso anche per omicidio.