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I due milioni spesi per la scuola crollata a Ostuni

«Siamo allibiti»: questo è il commento di Patrizia, la madre del piccolo Luca, uno dei due alunni feriti nel crollo dell’intonaco della scuola elementare Pessina di Ostuni. Accanto a lei, racconta Sky Tg 24, il marito, Giovanni. Entrambi, dopo una mattinata trascorsa al pronto soccorso, hanno accompagnato il bimbo all’ospedale di Brindisi per gli altri accertamenti sanitari disposti. «Ci ha chiamato la scuola – racconta ancora la madre – e poi siamo corsi qui in ospedale. E’ stato uno spavento terribile. Sono cose che non dovrebbero accadere a scuola, specie in un edificio che è stato appena ristrutturato e inaugurato». Vero, non dovrebbero accadere. Specialmente se i lavori di ristrutturazione sono costati due milioni di euro, come comunicava l’11 aprile 2014, ovvero appena un anno fa, il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Blasi raccontando lo stato dell’opera al Pessina.
 
I DUE MILIONI SPESI PER LA RISTRUTTURAZIONE DELLA SCUOLA PESSINA A OSTUNI
Così cominciava il racconto della ristrutturazione:

L’appalto dell’istituto “Pessina”, ha preso il via verso la fine del 2010 con una previsione di spesa di circa 1 milione e 360 mila euro. L’opera appaltata, veniva affidata alla ditta Palmiro Brocca di Lecce e non prevedeva la ristrutturazione della zona della palestra. Gli interventi hanno comportato la sostituzione completa dei solai dell’ultimo piano mentre, per quelli intermedi, si è proceduto al risanamento statico; la spesa complessiva per detti lavori a rustico, è stata di circa 800 mila euro.

Nell’anno 2013, poi, altri stanziamenti per arrivare alla fine dei lavori e al completamento di ciò che mancava:

Complessivamente la somma che è venuta a maturare, in particolare nell’anno 2013, ammonta a circa 2 milioni e 30 mila euro. Con l’aggiunta dei finanziamenti suddetti, si è potuto pertanto estendere la ristrutturazione anche ai solai della palestra.
Volendo fare un bilancio circa l’onerosità dei lavori dell’edificio “Pessina”, tenendo presente la superficie complessiva di circa 4.770 mq, si ottiene un costo a mq. di circa 410 euro. Quest’ultimo dato, confrontato con lo stesso parametro relativo ai lavori più o meno similari effettuati circa dieci anni fa presso la scuola “Orlandini-Barnaba”, risulta addirittura inferiore e ciò malgrado gli aumenti del prezzario delle opere pubbliche regionali verificatisi nel corso di questi dieci anni. Tale riduzione di costo si è potuta conseguire grazie al lavoro continuo e attento dei tecnici e funzionari dell’Ufficio comunale, necessario per una conduzione dei lavori in economia per far sì che la qualità dei materiali e delle lavorazioni sia la migliore e più duratura possibile.

I responsabili della ditta hanno però fatto sapere che non hanno effettuato alcun lavoro sul solaio, come dice Skytg24: «Non è possibile che quei lavori abbiano fatto crollare giù l’intonaco, sul solaio è intervenuto qualcun altro», hanno detto all’inviato. Dal sito del comune di Ostuni è possibile risalire al primo atto del 2011:
due milioni ristrutturazione scuola pessina ostuni brocca palmiro

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Dal sito del Comune di Ostuni

L’INCHIESTA PENALE E L’INCHIESTA AMMINISTRATIVA
Sono 687 i bambini che frequentano la scuola “Pessina” di Ostuni, di questi 462 frequentano la scuola elementare e 225 la materna. La polizia di Ostuni, su disposizione del pm di turno sta anche eseguendo il sequestro di tutta la documentazione inerente la gara d’appalto per i lavori di ristrutturazione terminati alla fine del 2014. La scuola aveva riaperto il 7 gennaio scorso, al rientro dalle vacanze natalizie. Anche l’amministrazione comunale di Ostuni ha aperto una inchiesta amministrativa. Lo ha annunciato l’assessore comunale alla Pubblica istruzione e Bilancio, Marilena Zurlo. Per gestire l’emergenza venutasi a creare con la chiusura della scuola, nel pomeriggio si riunirà nella sede del Comune un tavolo tecnico cui parteciperanno anche i vertici dell’ufficio scolastico regionale. Bisognerà infatti ricollocare in altri istituti i bambini che frequentavano la scuola che è stata chiusa e sottoposta a sequestro penale. L’investimento totale del governo per l’edilizia scolastica sfiora i 4 miliardi. Ai 3,9 miliardi complessivi si arriva considerando gli impegni di spesa legati ai Fondi Pon e Por (1025 mln per efficientamento energetico, impianti sportivi, sicurezza…), alle risorse contenute nel ddl la Buona scuola (590 mln per scuole innovative, indagini diagnostiche sui solai degli edifici e recupero di risorse da vecchie procedure di stanziamento) e ai mutui agevolati Bei (940 milioni per 4.000 interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, alloggi universitari ecc.). Nel conto vanno messe anche le risorse di Scuole Belle, oltre 17.000 interventi tra il 2014 e il 2016 (150 mln investiti nel 2014 realizzando il 94,1% degli interventi previsti; 130 mln nella legge di stabilita’ per il primo semestre 2015 e 170 mln per la seconda tranche 2015); Scuole sicure (550 mln, tra decreto del fare e delibera Cipe, per 2.328 interventi di manutenzione straordinaria, bonifica amianto e messa a norma); Scuole nuove (344 mln, 454 comuni interessati, 500.000 euro in media per ogni cantiere, grazie allo sblocco del patto di stabilita’). Particolarmente mirato rispetto a quanto accaduto oggi in Puglia è lo stanziamento previsto nel ddl La Buona scuola attualmente all’esame del Parlamento. All’art.20 del provvedimento si prevede, infatti, una spesa di 40 mln per l’anno 2015 per finanziare indagini diagnostiche dei solai degli edifici scolastici (anche attraverso quote di cofinanziamento da parte degli enti locali proprietari) per prevenire eventi di crollo. Che lo stato di sicurezza di tante scuole in Itali sia allarmante lo dimostrano gli ultimi dati di Cittadinanzattiva: il 41% delle scuole ha uno stato di manutenzione mediocre o pessimo, quasi tre scuole su quattro (73%) presentano lesioni strutturali per lo più sulla facciata esterna (66%); il 25% dei corridoi, il 21% delle mense e dei bagni e il 18% delle aule presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza sono presenti per lo più nei laboratori (24%), nelle aule e nei bagni (20%), nelle palestre e segreterie (19%), nel 15% delle mense. Di fronte alla richiesta di piccoli lavori di manutenzione, nel 15% dei casi l’ente proprietario non è mai intervenuto e nel 23% è intervenuto con molto ritardo.