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I complotti sulla morte di Federico Bisceglia

Federico Bisceglia, magistrato della Procura di Napoli, è morto in un terribile incidente stradale avvenuto nei pressi di Castrovillari nella notte tra il 28 febbraio e l’1 marzo mentre viaggiava sulla A3 Salerno-Reggio Calabria a bordo di una Lancia K che ad un certo punto è finita fuori strada sfondando le barriere laterali. A bordo della mezzo, assieme a Bisceglia, c’era anche una donna che è rimasta ferita ed è stata ricoverata all’ospedale di Cosenza.

"incongruenze" ma non crediamo ai complotti, dice il Corriere del Mezzogiorno (fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/)
“incongruenze” ma non crediamo ai complotti, dice il Corriere del Mezzogiorno (fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/)

IPOTESI DI COMPLOTTO
Federico Bisceglia originario del catanzarese era da qualche anno alla Procura di Napoli Nord ed era uno dei magistrati che si occupavano delle indagini sui reati ambientali della cosiddetta “Terra dei Fuochi”, il traffico di rifiuti tossici e lo sversamento di liquami in mare a Capri. Più di recente il magistrato cosentino aveva condotto le indagini riguardanti la morte della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni che precipitò dal balcone nel Parco Verde di Caivano (Napoli) e per la quale fu fermato un uomo l’accusa di aver abusato della bambina. Dal momento che la dinamica dell’incidente è ancora poco chiara e per il tipo di indagini svolte da Bisceglia sono iniziate a circolare subito le teorie del complotto più fantasiose secondo le quali il magistrato sarebbe stato ucciso perché “sapeva troppo” e per impedirgli “di scoprire tutta la verità”. Ad aprire le danze è stato il vice-presidente della Camera, il grillino Luigi di Maio che il due marzo  su Facebook ha detto che lui ha smesso di credere al caso.
luigi di maio federico bisceglia
Per l’ispettore Di Maio la dinamica dell’incidente sarebbe “poco chiara” e inoltre ci ricorda che con le sue indagini sul traffico illecito di rifiuti Bisceglia avrebbe “toccato i fili dell’alta tensione”. Non stanno messi meglio neppure al Corriere del Mezzogiorno dove a causa della mancanza di foto e di filmati delle telecamere di sorveglianza vengono sollevati dubbi sul fatto che la macchina sia uscita di strada (complice anche il fatto che le barriere sembrano intatte). Napoli Today riporta la testimonianza di Antonio Marfella un oncologo impegnato sul fronte della lotta al traffico di rifiuti secondo il quale il magistrato avrebbe ricevuto degli avvertimenti dal boss della camorra Carmine Schiavone:
bisceglia schiavone
Marfella ha anche pubblicato una nota su Facebook in cui esprime tutti i suoi dubbi circa la morte di Bisceglia.

Vesuvio Live ci va giù duro e dice senza mezzi termini che l’incidente è stato una farsa:

via vesuviolive.it
via vesuviolive.it

 
L’INCIDENTE E LA MESSINSCENA – NELLA MENTE DELL’ASSASSINO
Ad alimentare tutta la vicenda e le perplessità circa la morte di Federico Bisceglia c’è un articolo di Michele Santagata apparso sulla Provincia di Cosenza. Santagata ricostruisce fin nei più minimi dettagli il piano dei sicari assoldati per “eliminare” il magistrato. Il cronista riesce nella difficile impresa di raccontare anche il piano originale degli assassini e di come abbiano dovuto cambiarlo “in corsa” perché le cose non sono andate subito per il verso giusto. Scrive Santagata:

Agli assassini qualcosa deve essere andato storto. Avevano forse programmato un altro luogo per questo omicidio e qualcosa li ha costretti ad inscenare in fretta e furia una nuova pantomima senza potersi curare dei “dettagli”. Dovevano farlo volare da un viadotto. Qualcuno si era già preoccupato di far circolare questa notizia (che dovranno poi riformulare): Federico, mentre si recava nell’agro nocerino per incontrare la dottoressa Rusolillo (magari dopo aver fatto visita ai genitori a Botricello, o chissà da quale altro luogo), veniva colto da un colpo di sonno e l’auto finiva in fondo ad un viadotto di 30 metri. Questa era la versione concordata e gli assassini così avrebbero dovuto operare.

Come Santagata sia giunto a queste conclusioni è un mistero (oppure una coincidenza?). La storia del complotto parte dal racconto di due testimoni oculari che avrebbero visto un grande dispiegamento di mezzi sulla carreggiata nord (quindi nella direzione opposta a quella in cui viaggiava Bisceglia) all’altezza di Castrovillari due ore prima dell’incidente. Di questo però non c’è traccia nei verbali della Polizia o dei Vigili del Fuoco. È evidente quindi che quella si trattasse della messinscena per il “finto incidente” con il quale spiegare la morte di Bisceglia che sarebbe invece stato ucciso altrove. Ed è qui che la vicenda si complica dal momento che “qualcosa va storto”; strano però che Santagata non abbia scoperto cosa, vista la sua conoscenza approfondita del piano criminale. Non potendo gettare il cadavere del magistrato dal viadotto allora gli assassini decideranno di utilizzare la donna a bordo della macchina, la dottoressa Anna Russolillo, trasformandola da semplice “scusa” o “esca” a testimone del finto incidente. Inoltre Bisceglia non si troverà più a viaggiare da sud a nord (come nel piano originale) ma da nord a sud. Santagata, che ha una così profonda conoscenza del piano criminale per far fuori il magistrato, non riesce però a spiegare come l’auto sia finita in testa coda da sola. Insomma nel tentativo di dare spiegazione ad un incidente “inspiegabile” Santagata costruisce un piano criminale alternativo, lo fa andare storto per cause che non ci spiega e poi si attiene alla versione ufficiale. Versione che però, viste le premesse, cambia di significato. Federico Bisceglia era già morto prima dell’incidente. Pezzi dello Stato sono coinvolti nel piano criminale. La Russolillo è complice. Ed è subito complotto.
 
I FATTI
I fatti, per come li conosciamo, sono questi: Bisceglia era in viaggio dalla Toscana verso Catanzaro per andare a trovare i genitori. Giunto in Campania il magistrato è uscito dall’autostrada per prendere la Russolillo con la quale stava viaggiando al momento dell’incidente. I due si erano fermati in un autogrill per una sosta poco prima del luogo dell’impatto. Secondo la testimonianza della stessa dottoressa Russolillo, riportata dal Corriere del Mezzogiorno si sarebbe trattato di un incidente: “È stato un tragico incidente automobilistico. Non ricamateci sopra. Sono emotivamente provata. In questo momento posso solo esprimere tutto il mio dolore per la perdita di una persona che era cara a tanti. Ho riferito alla polizia che da parte mia c’è tutta la disponibilità a raccontare quello che è successo“. Certo, se poi, come dice il cronista de La Provincia di Cosenza, si crede che la donna sia complice dell’omicidio allora è facile inventarsi tutte le storie che si vogliono. Nell’attesa degli esiti dell’autopsia e degli accertamenti sulla Lancia K del magistrato è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo.