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Hamza Attou: l'altro artificiere degli attentati di Parigi

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Sono due i presunti artificieri delle stragi di Parigi arrestati a Bruxelles ieri, secondo un’esclusiva della Derniere Heure. Oltre a Mohamed Amri, 27 anni, le cinture esplosive dei kamikaze sarebbero state confezionate anche da Hamza Attou, 21, incensurato. In entrambe le abitazioni è stato trovato nitrato di ammonio. Attou è l’uomo che con Amri ha recuperato Abdeslam Salah venerdì notte dopo le stragi di Parigi. I due hanno detto agli inquirenti di usarlo come fertilizzante per il giardino. Inoltre, a casa di Attou c’erano munizioni calibro 5.56, ma soprattutto 7.62, usate per i kalashnikov.

Hamza Attou: l’altro artificiere degli attentati di Parigi

Nel frattempo i sanguinosi attentati di Parigi, dieci mesi dopo quelli contro il settimanale satirico Charlie Hebdo, hanno provocato un vespaio di polemiche a proposito della presunta incapacità delle forze di sicurezza francesi di prevenire gli attacchi. Sotto il fuoco incrociato delle critiche sono finiti soprattutto i servizi d’intelligence. Il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ha provato oggi una difesa d’ufficio: “il rischio zero non esiste”, ha detto a radio France Info. “Abbiamo mobilitato 115.000 agenti di polizia, gendarmi, militari su tutto il territorio nazionale per assicurare la protezione della Francia”. Ma mentre l’inchiesta sugli attentati prosegue, restano ancora alcuni punti oscuri. Come ad esempio la gestione del caso di Samy Amimour, francese di 28 anni, sospettato di voler partire per lo Yemen, accusato nell’ottobre del 2012 di “associazione per delinquere a fini terroristici” e posto sotto controllo giudiziario. Circostanza che non gli ha impedito di raggiungere, un anno più tardi, la “terra della jihad” siriana. “Da mesi, conduciamo indagini, arrestiamo quelli che tornano dalla Siria, continuiamo a neutralizzare coloro che vogliono compiere attacchi”, si è difeso Cazeneuve a nome del governo. “Durante l’estate, abbiamo sventato sei attentati. Il rischio zero non esiste di fronte a individui che hanno dichiarato guerra al nostro Paese e all’Europa”, ha insistito il ministro. L’attacco che ha fatto 129 morti e oltre 350 feriti vicino allo Stade de France, nella sala del Bataclan e in alcuni bar e ristoranti della capitale “è stato preparato da cellule al di fuori del territorio nazionale e gli individui mobilitati non erano noti ai nostri servizi” di intelligence, ha sottolineato Cazeneuve, precisando che anche nei casi in cui erano conosciuti non lo erano per atti di terrorismo. Indicando una “carenza di risorse”, il ministro ha infine sottolineato l’importanza di “un rapido aggiornamento di tutti i materiali” utilizzati dalle forze di sicurezza, come “scudi e giubbotti antiproiettile” e la necessità di “investire in equipaggiamenti e attrezzatura digitale” per contrastare con maggiore efficacia i jihadisti che utilizzano messaggi cifrati.