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H5N8: il ritorno dell'influenza aviaria

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Un focolaio di influenza aviaria altamente patogena del nuovo ceppo H5N8 è stato scoperto in Olanda e un altro molto probabilmente dello stesso ceppo in Gran Bretagna più o meno nello stesso periodo. Lo ha annunciato la Commissione europea, precisando che gli Stati membri interessati hanno già preso le misure sanitarie necessarie, misure che l’Esecutivo prenderà oggi su base della direttiva europea. Esperti Ue non escludono altri focolai in Francia, Spagna e Italia in quanto ritengono che i responsabili siano uccelli migratori, forse cigni. I prodotti olandesi sono stati venduti sul mercato interno ed esportati in Germania. Le autorità olandesi dicono di aver già abbattuto 150mila galline. L’influenza aviaria è una mattia virale contagiosa che si diffonde tra gli uccelli e in rari casi può interessare l’uomo. Due ceppi, H5N1 e H7N9, sono considerati i più pericolosi per l’uomo. Il ceppo H5N8 non è mai stato rilevato negli esseri umani, ma un focolaio in Corea del Sud ha costretto all’abbattimento di milioni di uccelli agricoli per contenere l’epidemia. Alcuni casi sono stati riportati anche in Cina e in Giappone, anche se il ceppo è stato segnalato prima in Europa, in una fattoria tedesca, ai primi di novembre.
 
L’INFLUENZA AVIARIA IN EUROPA
La Commissione europea ha avvertito le autorità sanitarie di tutti gli Stati membri della presenza in Olanda e in Gran Bretagna di focolai di influenza aviaria, raccomandando agli allevatori di mettere in atto misure di biosicurezza per evitare eventuali contagi dovuti agli uccelli migratori, quasi certamente responsabili della diffusione del virus. In pratica, si tratta di rafforzare i controlli e di mantenere il più possibile al chiuso i volatili per il periodo di migrazione delle specie più pericolose evitando così contatti tra animali e con i loro escrementi. In Italia le aree con maggiore densità di allevamenti avicoli si trovano in Lombardia e Veneto, e per le galline ovaiole in Emilia Romagna. È la prima volta che viene segnalato nell’Unione europea il ceppo di influenza aviaria altamente patogena H5N8, fino ad oggi presente solo in Corea, Giappone e Cina. Nel caso dell’Olanda il focolaio è stato scoperto in un allevamento di 150mila galline ovaiole situato a Hekendorp vicino alla città di Gouda. I volatili sono stati immediatamente abbattuti, tutte le loro uova bruciate e introdotto il divieto di movimento e di esportazione di carni e uova. Le autorità  sanitarie olandesi – ha spiegato Enrico Brivio, portavoce del commissario alla salute Vytenis Andriukaitis – hanno applicato immediatamente le nuove norme Ue che risalgono al 2005 e che permettono agli Stati membri di intervenire più rapidamente rispetto al passato. L’Olanda è il Paese europeo che conta la maggiore concentrazione di allevamenti avicoli. Basti pensare che nel 2003, causa la diffusione di focolai d’influenza aviaria del ceppo H5N5, il Paese ha dovuto abbattere 25 milioni di volatili e un veterinario è morto.
 
LE ANATRE IN GRAN BRETAGNA
Al riguardo, la Commissione europea ha raccomandato che gli allevatori o le persone che hanno più contatti con i volatili abbiano a disposizione l’antivirale Tamiflu. Giovedì prossimo si riunirà il Comitato europeo per la catena alimentare ed animale, che riunisce i rappresentanti veterinari dei 28 Stati membri, per fare il punto della situazione. Buone notizie giungono intanto dalla Germania dove due settimane fa era stato individuato un focolaio di influenza aviaria H5N8, e ora l’allarme sanitario è rientrato grazie alla rapida applicazione della normativa Ue da parte delle autorità. La Gran Bretagna ha segnalato dei nuovi casi di influenza aviaria in un allevamento di anatre nel nord del Paese, ma ha precisato che il rischio per la salute pubblica e’ “molto debole”. Intorno alla fattoria è stato stretto un cordone sanitario e l’abbattimento dei capi è già cominciato, ha dichiarato una portavoce del ministero dell’ Ambiente. “Abbiamo confermato un caso di influenza aviaria in un allevamento di anatre nello Yorkshire», ha dichiarato il portavoce, precisando che non c’e’ alcun rischio per la catena alimentare. La responsabile britannica non ha precisato di quale ceppo della malattia si sia trattato. L’H5F1 ha fatto oltre 400 morti, soprattutto nel sud-est asiatico, dalla sua apparizione nel 2003. Un altro virus, l’ H7N9, ha ucciso oltre 170 persone dopo la sua comparsa nel 2013. Nel settembre scorso, la Fao ha messo in guardia contro l’ H5N6, particolarmente patogeno. Dall’inizio di novembre un altro ceppo di aviaria, chiamato H5N8, è stato segnalato per la prima volta in Europa in un allevamento di tacchini al nord della Germania.