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Green pass: quando sarà obbligatorio?

Quando e in quali casi avremo il green pass obbligatorio in Italia? Le ipotesi sulla linea che il governo vuole seguire e sulle date a partire dalle quali verrà esteso l’obbligo

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Quando e in quali casi avremo il green pass obbligatorio in Italia? Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato che “il Green pass è uno strumento importante. E mi fa piacere condividere con l’Aula che, a questa mattina alle 7, ben 28 milioni e 400mila Green card sono state scaricate dai nostri portali informatici. È un numero molto, molto significativo”. Una cifra probabilmente destinata ad aumentare se il governo deciderà di seguire il modello francese, che lo ha reso obbligatorio per accedere ai locali pubblici. Cosa può succedere nel nostro paese?

Green pass: quando sarà obbligatorio?

Attualmente in Italia il green pass, che è in uso dal 1 luglio, è necessario per viaggiare nei paesi Ue e, nel caso dovessero tornare le zone con un colore diverso dal bianco, per spostarsi da una regione all’altra. Ma il certificato verde è già obbligatorio in alcuni casi. Ad esempio per poter partecipare a feste e banchetti, come i matrimoni, ma anche per poter andare a far visita a un parente ricoverato in una Rsa o in altra struttura sanitaria. Inoltre solo con il green pass è possibile accedere ad eventi che comportino la presenza di 500 persone al chiuso o di mille all’aperto, come concerti o partite di calcio.  Il dibattito attuale verte sull’eventualità di allargare l’elenco delle attività per le quali rendere obbligatorio il certificato. Domani dovrebbe svolgersi una cabina di regia che deciderà che linea seguirà il governo.

Secondo il Messaggero l’obbligo sarà esteso, secondo quando proposto dalla misnitra agli Affari Regionali Maria Stella Gelmini, per poter entrare al cinema e a teatro e discoteche, ma anche per poter utilizzare i trasporti pubblici come autobus, metro e treni. Invece non sarà necessario per poter andare al ristorante o al bar. Gelmini ha spiegato che “la variante Delta ci preoccupa e quindi credo che si debba trovare una via italiana all’utilizzo ampio del Green Pass. Non inseguiamo modelli stranieri, ma certamente il governo valuterà di estendere l’utilizzo ad altri servizi nella logica di incentivare le vaccinazioni”. Il dilemma è quando far partire l’estensione dell’obbligo. Se infatti insieme al varo delle nuove norme verrà anche concesso il green pass, come già avviene negli altri paesi UE, solo a chi ha avuto le due dosi di vaccino, è prevedibile che questo accadrà quando le prenotazioni attuali saranno smaltite, come spiega Repubblica:

Tornando al Green Pass alla francese, ieri in molti hanno discusso della misura, che porterebbe con sé un problema: i vaccini disponibili da adesso a Ferragosto sono quasi tutti già prenotati. Quindi, sarebbe difficile far partire prima la misura visto che chi fosse intenzionato a rispettarla non potrebbe farlo perché non troverebbe un posto libero per la somministrazione.

Così mentre all’interno dell’esecutivo la Lega, per voce di Matteo Salvini, si oppone all’ipotesi di seguire il modello francese per il green pass obbligatorio, “Il modello francese non è un modello. L’obbligo, la costrizione, chiedere il green pass per chi prende l’autobus o un caffè è fuori discussione. Cosa ne pensa Draghi? Chiedetelo a lui, ma le scelte estreme non piacciono nè a me nè a lui, mettiamola così”, ha detto al termine dell’incontro con il premier Mario Draghi, c’è anche un altro problema da risolvere. Sono migliaia gli italiani che hanno diritto al certificato ma non hanno ancora ricevuto il codice per scaricare il pass. Ad esempio molti guariti che per per ritardi nella trasmissione dei documenti da parte delle Asl sono ancora senza. Ma anche molti italiani che si sono vaccinati all’estero sono in attesa di una risposta.