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Green pass obbligatorio per bus e metro dal 15 settembre?

Dovrebbe arrivare a breve il decreto che normerà il green pass obbligatorio, la proroga dello stato di emergenza e i nuovi criteri per i colori delle regioni. Tutte le ipotesi in campo

Green Pass obbligatorio ristoranti

Dovrebbe arrivare a breve il decreto che normerà il green pass obbligatorio, la proroga dello stato di emergenza e i nuovi criteri per i colori delle regioni. Tutte le ipotesi in campo

Green pass obbligatorio per bus e metro dal 15 settembre?

Il certificato verde dovrebbe essere ancora rilasciato solo con una dose di vaccino, almeno per ora. In questo caso sarà obbligatorio per gli eventi e i ristoranti al chiuso. La seconda tappa prevede che dal primo settembre però per le stesse attività il green pass sarà valido solo per chi ha completato la vaccinazione effettuando anche il richiamo. Dando così la possibilità a chi ancora non ha potuto, o voluto, vaccinarsi, di avere il tempo per mettersi in regola. La terza tappa, dal 15 settembre, come spiega Repubblica, estenderà l’uso del pass anche all’utilizzo dei trasporti pubblici a breve percorrenza, come bus e metro. Scrive il Fatto:

L’idea di fondo è quella di approvare un green pass più soft adesso per gli eventi non essenziali e stringere le maglie a settembre per i trasporti per dare il tempo agli italiani di vaccinarsi. L’altra scelta sarà la proroga, scontata, dello stato d’emergenza: con ogni probabilità sarà allungato fino al 31 dicembre. Il centrodestra avrebbe preferito una proroga più breve fino al 31 ottobre ma Salvini non farà le barricate. A Chigi preoccupa la variante Delta e non prorogare lo stato d’emergenza farebbe saltare anche la struttura del commissario straordinario.

Non dovrebbe essere affrontato invece nel Cdm il tema dell’obbligo vaccinale per i docenti, nonostante il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi avesse sostenuto che il tema sarebbe stato sul tavolo. Non solo la scuola, ma anche il tema dello sport -con il ritorno del pubblico negli stadi – dovrebbe rimanere fuori dalla discussione del Consiglio dei ministri. Nel Consiglio dei ministri verranno decisi i nuovi parametri per le assegnazioni dei ‘colori’ alle Regioni, una necessità legata anche al fatto che -vista la curva epidemiologica in ripresa- sarebbero molte quelle a finire in zona gialla a stretto giro, ad esempio Lazio, Sicilia, Sardegna, Veneto e Campania . Stop dunque a un sistema fondamentalmente basato su contagi e incidenza, occhio ai tassi di ospedalizzazione e all’occupazione di posti letto nelle terapie intensive. Repubblica spiega nel dettaglio quali sono le ipotesi per i nuovi parametri:

Le Regioni chiedono al governo di mantenere il bianco, al di là dell’incidenza, se l’occupazione dei letti di terapia intensiva resta sotto il 15%, o forse addirittura sotto il 20. E uguale criterio vale per gli altri reparti, se non si riempiono più del 20 o del 30% della capienza totale. Probabilmente il ministero alla Salute si opporrà a questi parametri, considerati troppo alti e non in grado di tenere sotto controllo la crescita delle ospedalizzazioni. Un’altra possibilità, allora, è stata proposta dal Veneto: fondere zona gialla e bianca — che hanno regole non troppo diverse — per tornare così a un sistema a tre colori (bianco, arancione e rosso).

Si discute anche di valutare solo i dati relativi agli over 60, la fascia di popolazione più vaccinata.