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Graziano Mesina è stato arrestato: era latitante dal luglio 2020

Graziano Mesina è stato arrestato nel corso della notte: latitante da pià di un anno deve scontare una condanna per 24 anni di carcere

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Graziano Mesina è stato arrestato: nel corso della notte i carabinieri del Ros, con il supporto in fase esecutiva del Gis, del comando provinciale carabinieri di Nuoro e dello squadrone eliportato cacciatori di Sardegna, hanno tratto in arresto Mesina, latitante dal luglio 2020, destinatario di un provvedimento di esecuzione pena a 24 anni di reclusione, emesso dalla procura generale presso la corte di Appello di Cagliari.

Graziano Mesina è stato arrestato: era latitante dal luglio 2020

Mesina aveva abbandonato la sua casa a Orgosolo il 2 luglio di un anno fa, di sera, appena poco prima che gli venisse notificato l’ordine di carcerazione emesso dopo che la Cassazione aveva confermato la condanna a 30 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Spiega Repubbica: “L’ex primula rossa aveva già trascorso 40 anni in carcere prima di ottenere la grazia, revocata dopo la nuova condanna definitiva. Da latitante ha compito 79 anni il 4 aprile scorso. In questi mesi, i carabinieri non hanno mai smesso di cercarlo, sia a Orgosolo, che nel Nuorese e all’estero”.

Come racconta Agi Mesina è sempre più solo anche come conseguenza della pandemia: a causa del COVID “alla fine del 2020 sono morte due sue sorelle, la minore Antonia, 76 anni, che era ricoverata in ospedale a Nuoro, e Rosa, 94 anni, spirata in casa a Orgosolo. A Budoni (Nuoro), per ragioni diverse dal coronavirus, ai primi di novembre era mancato un altro fratello. Quest’anno, nel maggio scorso, il Covid si è portato via Giancarlo Pisanu, 58 anni, figlio della sorella Peppedda, il nipote col quale Mesina ha vissuto nella casa del centro di Orgosolo per un anno dopo la scarcerazione per scadenza dei termini”.

E’ durata 17 mesi la latitanza di Graziano “Grazianeddu” Mesina, interrotta la scorsa notte con l’arresto da parte dei carabinieri del Ros. L’ex primula rossa del banditismo sardo aveva fatto perdere le sue tracce il 2 luglio del 2020 giorno in cui era arrivata la condanna definitiva per traffico internazionale di droga. Mesina, che dei suoi 79 anni circa 40 li ha trascorsi dietro le sbarre, aveva ottenuto la grazia nel 2004 facendo così rientro nella sua casa di Orgosolo, nel cuore della Barbagia.

Nel 2013 era arrivato però un nuovo arresto: stavolta l’accusa era quella di aver messo in piedi un sodalizio dedito al traffico internazionale di droga: condannato a 30 anni di carcere in primo grado, la pena era stata confermata in Appello nel 2018 e a luglio dello scorso anno confermata dalla Cassazione. Ma quando i carabinieri si sono presentati per notificare la decisione Mesina non si era fatto trovare. Il suo nome era così finito anche nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità con le ricerche che non si sono mai fermate fino al ritrovamento la notte scorsa.