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Goro e Gorino: così gli «eroi» ora fanno le vittime

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L’altra notte i valorosi abitanti di Goro e Gorino (FE) hanno eretto barricate di bancali per protestare contro l’arrivo delle undici donne richiedenti asilo che avrebbero dovuto essere ospitate in cinque delle trenta camere disponibili all’ostello Amore Natura di Gorino. Ostello che è di proprietà della provincia di Ferrara e che è stato dato in concessione tre anni fa a due privati che attualmente lo gestiscono. Ma i cittadini di Gorino, che fino a qualche ora fa erano fieri del risultato raggiunto si sono accorti che forse non è stata una grande mossa pubblicitaria e ora non ci stanno a passare per razzisti.
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Il patetico vittimismo dei razzisti che vogliono cacciare i profughi a calci in culo

Anzi, le vittime di razzismo sono loro e i fascisti sono i giornalisti che li hanno definiti tali. Ma le cose non stanno così, e se è vero che non tutti i quattromila abitanti di Goro e di Gorino sono razzisti è anche vero che in quel manipolo di prodi che ha sfidato il freddo e la nebbia per impedire l’arrivo di undici donne (che sarebbero rimaste a Gorino fino a fine febbraio) di razzisti ce ne sono parecchi. Persone che ritengono di avere il diritto di “mantenere nel nostro territorio l’ordine pubblico e sanitario”, ignorando forse che è un compito che spetta al Sindaco e alle Forze dell’Ordine, non ai singoli cittadini. E come potrebbero poi una decina di persone (donne) costituire un problema per l’ordine pubblico? Non è chiaro, ma nel dubbio a Gorino non ce le vogliono perché sono straniere e gli stranieri sono pericolosi. Questo signore e signori, è un pregiudizio razzista.
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Ma come si fa a sostenere, come scrive Francesco Marangoni, uno dei responsabili della Lega Nord di Ferrara, che Gorino non è razzista, quando anche lui stesso scrive soddisfatto che i richiedenti asilo politico non arriveranno a Gorino? Siamo al paradosso di chi non si accorge che ci sono dei trattati internazionali (oltre ad un concetto noto come “umanità”) che ci impongono di dare accoglienza ai rifugiati. Persone che al contrario di quello che scrive il signor Marangoni non sono clandestini ma – in questo caso – donne che sono scappate da Boko Haram. Esatto, proprio quell’organizzazione terroristica che in Nigeria ha sequestrato un centinaio di ragazzine, che fa esplodere i bambini nei mercati e che odia la civiltà occidentale e la considera un peccato mortale.
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Certe risposte sono ridicole, e denotano un sapiente uso della sintassi e della punteggiatura

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“siamo anche artisti di merda”

Altri arrivano invece a scomodare le leggi razziali: i beni degli italiani vengono espropriati come i beni degli ebrei. Peccato che l’edificio “espropriato” non sia stato espropriato, e che non appartenga ai suoi gestori ma alla Provincia di Ferrara.
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Ma chi gli immigrati non ce li vuole parla di resistenza ad un invasione inesistente non si ferma certo davanti a questi dettagli insignificanti. Poco importa che l’uomo che guida la rivolata Nicola Naomo Lodi (anche lui della Lega Nord estense) sia uno che chiama gli immigrati “diversamente bianchi” che fa blitz nei campi Rom a caccia di “zingari” con la sua telecamera. Uno che ha le idee ben chiare su come risolvere il problema degli “invasori”.

Per dimostrare che gli abitanti di Goro e Gorino non sono razzisti una strada potrebbe essere quella proposta in un post del gruppo pubblico “Sei di Goro se..” dove l’autore, dopo aver espresso l’intenzione di denunciare tutti coloro che hanno insultato la comunità (ma non i barricaderi) propone di studiare una soluzione per ospitare quelle persone che sono state rifiutate. Sarebbe una dimostrazione di civiltà, senza dubbio, ma probabilmente quelle donne non hanno molto piacere, ora come ora, di essere trasferite a Gorino. Magari potrebbero arrivare altre proposte di accoglienza, ma gli abitanti di Goro si devono rendere conto che altri Comuni italiani stanno facendo la loro parte in silenzio, senza pretendere di scegliere “i profughi più simpatici” da ospitare.
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Salvini e Renzi uniti nella “comprensione” per la gente stanca dell’invasione

Come lui, che non è di Goro né di Gorino ma di Ferrara, molti di coloro che sono scesi in strada e hanno eretto le barrichate credono che quella della notte scorsa sia stata una “ribellione non violenta” non tanto contro i profughi ma contro i soliti buonisti di sinistra che non hanno compassione per la povera gente del Delta del Po che è stanca di essere invasa e dei soprusi dello Stato centrale. Ma non risulta che ad oggi a Goro o a Gorino siano mai stati accolti e ospitati rifugiati e richiedenti asilo. E così mentre il Prefetto di Ferrara (che Laura Ravetto accusa di “non essere eletto dal popolo”) si arrende di fronte a quattro bancali (non successe così a Roma qualche tempo fa) anche Matteo Renzi non ci fa una bella figura. laura ravetto goro gorino
Perché ieri il Presidente del Consiglio, pur stigmatizzando quanto successo ha detto che ci vuole “comprensione” per capire che la gente è stanca e non riesce più ad accogliere gli stranieri, e pure Pierluigi Bersani se ne è uscito con una delle sue solite battute per spiegare che la misura è colma dichiarando che «Di dentifricio dal tubetto ne è uscito già parecchio». Difendendo di fatto le barricate razziste di Gorino il Partito Democratico si pone così sulla stessa lunghezza d’onda di Matteo Salvini che al telefono con i manifestanti ha detto che “la gente perbene quando è stufa è stufa e tranquillamente e democraticamente ma concretamente si muove“, e che naturalmente è stato tra i primi a schierarsi a fianco degli eroi del Delta del Po. Una posizione, quella di Renzi, straordinariamente simile a quella espressa dalla sezione locale del MoVimento 5 Stelle, che su Facebook invitava ad avere “comprensione” per gli abitanti di Goro e Gorino in rivolta.
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Se Beppe Grillo avesse detto di “comprendere” la situazione e l’esasperazione degli abitanti di Goro lo avremmo accusato di stare dalla parte dei razzisti. Ora che a farlo è Matteo Renzi, in un modo incredibilmente simile a quello con cui Salvini ha giustificato le barricate, cosa dovremmo dire? Non è che siccome il Presidente del Consiglio è in campagna elettorale per il referendum costituzionale allora dobbiamo “comprendere” la sua difesa di atteggiamenti razzisti, antidemocratici e lesivi del diritto dei rifugiati ad essere accolti.

Leggi sull’argomento: La ridicola «resistenza» degli abitanti di Goro e Gorino all’«invasione» degli immigrati