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Il colpo di stato contro Erdogan in Turchia

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Prima gli spari ad Ankara e la chiusura dei ponti sul Bosforo. Poi i jet militari in volo sulla Capitale e a Istanbul. Infine le voci di golpe. Un elicottero d’attacco dell’esercito ha aperto il fuoco contro la sede dell’intelligence ad Ankara, riferisce il sito russo di informazione Sputnik, secondo il quale i militari stanno disarmando le forze di polizia sia ad Ankara che a Istanbul. La CNN turca riferisce che i ponti sul Bosforo ad Istanbul sono chiusi in direzione dall’Anatolia verso l’Europa. L’esercito ha proclamato la legge marziale e il coprifuoco. Militari turchi hanno fatto irruzione a Istanbul nella sede del partito Akp del presidente Erdogan e hanno preso possesso dell’edificio. Ci sono colpi d’arma da fuoco in piazza Taksim, secondo Al Jazeera.

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L’esercito turco annuncia di aver preso il controllo del paese (da: Buzzfeed)

I militari che stanno cercando di prendere il potere in Turchia hanno giustificato il tentativo di golpe con la “restaurazione dell’ordine costituzionale, della democrazia, dei diritti umani e delle libertà, garantendo che la legge regni di nuovo nel Paese“. Erdogan riesce a comparire in diretta con un collegamento di fortuna attraverso un telefonino: segno che è ancora libera e non è attualmente in pericolo. «Sono ancora il presidente della Turchia e il Capo delle forze armate: scendente in piazza e resistete al nemico», ha detto in tv. “Sconfiggeremo” i golpisti, ha detto Erdogan da un luogo non precisato dove sarebbe stato messo al sicuro dai suoi fedeli. «Mi recherò ad Ankara», ha detto prima di chiudere il collegamento. Il presidente ha imputato la responsabilità del colpo di Stato alla “rete gulenista”, ovvero del predicatore Fethullah Gülen. Erdogan ha inoltre affermato che il colpo di Stato è “opera di una minoranza” delle forze armate.  Erdogan dopo l’intervento alla CNN turca sarebbe in viaggio verso l’aeroporto internazionale di Istanbul. Secondo alcune fonti americane Erdogan avrebbe chiesto asilo in Germania e sarebbe già partito. Non c’è alcun riscontro dell’affermazione.
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Il presidente Erdogan compare alla CNN turca

Il golpe contro Erdogan in Turchia

Nel proclamare la legge marziale e il coprifuoco sull’intero territorio nazionale, i militari ribelli che stanno tentando un colpo di stato in Turchia hanno bollato alla stregua di un “traditore” il presidente Recep Tayyip Erdogan. “Il suo”, recita un comunicato, “è un regime autoritario del terrore”, sotto il quale “tutte le istituzioni hanno cominciato a essere concepite con propositi ideologici, e lo stato di diritto laico è stato di fatto eliminato”. Nella nota si aggiunge che “il potere politico ha perso la propria legittimità ed è stato rovesciato, e i suoi responsabili saranno processati”. A tutte le emittenti è stato ordinato di trasmettere il testo in versione integrale. La Polizia di Ankara ha richiamato in servizio tutti i suoi agenti. Gli F16 sorvolano la città a bassa quota. In Turchia è in corso un tentativo “illegale” di assumere il potere da parte di alcun militari, denuncia il premier Binali Yildirim. Lo Stato maggiore dell’esercito ha annunciato alle 22.28 di aver preso il controllo del paese. Gli accordi e gli impegni internazionali della Turchia restano validi, afferma l’esercito turco.  Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan “è al sicuro”, dice la CNN turca. Il Capo di stato maggiore delle forze armate turche sarebbe invece “ostaggio di un gruppo di militari golpisti”.  “La dichiarazione fatta per conto delle forze armate non è stata autorizzata dal commando militare. Noi esortiamo il mondo a schierarsi in solidarietà con il popolo turco“, dice la presidenza della Turchia al Guardian. Si attende a breve una dichiarazione di Erdogan. I golpisti dicono che una nuova Costituzione sarà preparata il prima possibile. Il segretario di Stato Usa John Kerry ha detto di augurarsi stabilità e pace in Turchia mentre era in visita a Mosca. 
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Il tentativo di golpe da parte di alcuni militari nelle file delle forze armate turche, denunciato del premier Binali Yildirim sta vedendo carri armati per le strade di Istanbul, oltre che ad Ankara, e fonti locali riferiscono che i social media Facebook e Twiter sono stati bloccati nella capitale turca. In questo video si vedono gli spari sui ponti sul Bosforo:


I soldati dell’esercito turco starebbero bloccando e perquisendo le pattuglie della polizia. E’ quanto riferiscono i media locali, parlando anche di scontri a fuoco in strada tra membri dell’esercito e della polizia. Sono anche sospese in Turchia le trasmissioni della rete radiotelevisiva statale Trt. La Turchia non consentirà mai alcuna “iniziativa che interrompa la democrazia“, ha detto ai media turchi il premier Binali Yildirim, aggiungendo che gli autori del tentativo di golpe “pagheranno il prezzo più alto“. I militari hanno fatto irruzione nella sede della tv statale turca. Carri armati dell’esercito turco sono stati dispiegati all’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul.
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Colpo di stato ad Ankara

Centinaia di turchi sono scesi in strada per ritirare soldi da bancomat.  “L’atmosfera nel paese e’ molto pesante” scrive Esra Dogramaci, un’utente di Twitter sul proprio profilo, spiegando che amici e familiari hanno paura di quello che ora potra’ accadere e della loro incolumita’, sebbene a suo dire “nessuno e’ stato colpito direttamente”. Con un proclama letto alla tvg di Stato, occupata dai militari, lo stato maggiore delle forze armate ha annunciato di aver “preso il potere”. Il premier turco Binali Yildirim sostiene invece che si tratta di un tentativo “illegale” solo di parte delle forze armate di assumere il controllo del Paese. Ai microfoni della Cnn turca il premier ha dichiarato che “i colpevoli di tutto questo saranno puniti nella maniera più dura”. Oltre ai social network entro i confini nazionali, anche i mass media on-line in Turchia sarebbero al momento almeno in parte non accessibili dall’estero: ripetuti tentativi di collegarsi con i siti, per esempio, dell’agenzia di stampa ufficiale ‘Anadolou’ o di ‘Hurriyet’, uno dei più autorevoli a livello nazionale, non stanno infatti producendo risultati di sorta.
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Sempre all’Ntv ma telefonicamente, il Primo ministro Binali Yildirim ha detto che le autorita’ considerano quanto sta avvenendo nel Paese un “tentato golpe” e ha aggiunto che “non permetteranno che venga portato a termine”. “Coloro che stanno conducendo questa azione illegale pagheranno il prezzo piu’ alto” ha tuonato, aggiungendo che non e’ corretto parlare di colpo di stato. E poi ha proseguito: “si e’ verificata un’azione illegale perpetrata da un gruppo interno all’esercito” che ha agito autonomamente, svincolandosi dalla catena di comando. “Il nostro popolo dovrebbe sapere che non permetteremo nulla che possa danneggiare la nostra democrazia”, ha concluso.Tradizionalmente le forze armate sono i custodi, insieme ai giudici, custodi dell’ortodossia laica del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Ataturk, ostili al governo del partito islamista ‘moderato’ Akp del presidente Erdogan. Il sindaco di Ankara Ibrahim Melih Gokcek ha lanciato attraverso Twitter un appello ai cittadini a scendere nelle strade della capitale turca. “Tutti in strada“, ha scritto.
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Secondo il sito di informazione governativo russo Sputnik il presidente turco Recep Tayyip Erdoganm avrebbe tentato di lasciare il Paese recandosi all’aeroporto di Istanbul. L’indiscrezione non è confermata dal alcuna fonte ufficiale e si contraddice con la notizia che tutti i voli da Istanbul sono stati sospesi. Una forte esplosione è risuonata in serata in un centro di addestramento delle forze speciali della polizia turca ad Ankara, situato nel quartiere di Golbasi. Tutti i voli in arrivo ed in partenza dallo scalo Ataturk a Istanbul sono bloccati. Prima del tentato golpe di stasera i militari, custodi dell’ortodossia laica del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Ataturk, ostili al governo del partito islamista ‘moderato’ Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, il Paese ne ha subito almeno altri due:
il 27 maggio 1960 il generale Cemal Gursel rimosse il presidente Cemal Beyar ed premier Menderes che fece giustiziare. Il sistema civile venne ripristinato nell’ottobre del 1961.
il 12 settembre 1980 nuovo golpe militare guidato dak generale Ahmet Kenan Evren che instaurò una dittatura militare che durò fino al 1982. L’ambasciatore d’Italia Luigi Mattiolo ha fatto diffondere tramite la rete di comunicazione via sms il consiglio ai tanti italiani presenti in Turchia di restare in casa e di non uscire in strada fino a nuove disposizioni.