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Cicciolina come la Venere di Botticelli fa arrabbiare gli Uffizi

Secondo la brand ambassador del sito Asa Akira è un modo per valorizzare l’eros pre internet, dagli Uffizi fanno sapere che considerano il progetto un mero utilizzo a fini commerciali del loro immagini

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Lo scontro epocale è tra gli Uffizi e Pornhub, oggetto del contendere le immagini di opere d’arte in cui sono ritratte personalità nude. Nel caso del Museo di Firenze si può dire che molti dei capolavori rispettino questa descrizione, e si tratti sempre di tele molto prestigiose. Il sito porno più famoso al mondo ha lanciato un nuovo progetto, quello degli audio libri destinati ai grandi classici dell’arte, “Classic Nudes”. A promuovere il progetto è Ilona Staller, meglio nota come Cicciolina. E’ lei che con un abito color carne interpreta la Venere di Botticelli.

A spiegare nei dettagli il progetto lanciato è stata la brand ambassador del sito Asa Akira, famosa pornostar. “C’è un tesoro di arte erotica in tutto il mondo, che ritrae nudi, orge e altro ancora, non disponibile su Pornhub: questa arte pre-Internet è custodita nei musei, ora finalmente riaperti con l’allentamento delle restrizioni anti Covid – ha spiegato l’attrice statunitense – Quando le persone si recheranno al Louvre o al Met, possono semplicemente aprire Classic Nudes, e io sarò la loro guida. È ora di abbandonare quelle noiose audioguide e godersi ogni singola pennellata di questi capolavori erotici assieme a me”

 

Cicciolina come la Venere di Botticelli fa arrabbiare gli Uffizi. Il marketing dirompente di Pornhub

Pornhub, la più grande community del porno al mondo, da tempo ha investito sulla comunicazione. Divenne virale la sua scelta ad inizio lockdown a marzo 2020 di rendere gratis tutti i contenuti premium. Ora è sbarcato nel mondo dell’arte, per cavalcare il filone del nudo pre-internet. Nonostante le intenzioni non sembrino voler screditare il ruolo delle opere, gli amministratori del sito non hanno fatto i conti con i musei. Da Firenze, sponda Uffizi, sarebbe pronta la guerra a colpi di carte bollate con MindGeek Holding, la società lussemburghese proprietaria della community. “È uno dei tanti casi di utilizzo a scopo commerciale delle nostre immagini senza alcuna autorizzazione. Noi ci muoviamo sempre allo stesso modo – fanno sapere dal museo di Firenze – C’è una legge precisa e vogliamo che venga rispettata”