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Gli orrori dei mattatoi fuorilegge in Francia

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Sono appena finite le festività di Pasqua e molti di noi hanno avuto il “piacere” di avere la timeline di Facebook invasa da foto di agnellini macellati postati dai nostri amici animalisti e da foto di agnellini grigliati postati dai nostri amici “carnivori”. L’associazione animalista francese L214 è andata oltre le solite scaramucce su Facebook e ha denunciato l’esistenza di un vero e proprio mattatoio degli orrori nei Paesi Baschi francesi dove gli addetti agli abbattimenti sono stati filmati con una telecamera nascosta e si è scoperto che nel macello “bio” la crudeltà nei confronti degli animali era la norma.

Il mattatoio degli orrori in Francia di next-quotidiano

Metodi inadeguati, violenti e crudeli

Dopo la denuncia di L214 l’amministrazione comunale di Mauléon-Licharre ha deciso di chiudere per un tempo indefinito il macello intercomunale di Soule per consentire lo svolgimento di un’inchiesta e l’accertamento delle responsabilità degli operai del mattatoio. Il procuratore della regione dei Pirenei atlantici francesi ha inoltre disposto la revoca della concessione per le attività di macellazione mentre il ministro Stéphane Le Foll dal Ministero dell’Agricoltura ha fatto sapere di aver chiesto al prefetto la chiusura immediata del mattatoio ordinando un’ispezione ministeriale nei mattatoi francesi per verificare che non vengano posti in essere atti di crudeltà contro gli animali. Anche se nei macelli il fine ultimo è quello di uccidere gli animali questo non significa che si possa farlo senza rispettare le normative che impongono che gli abbattimenti si svolgano in modo da causare la minore sofferenza possibile per le bestie stordendole prima di ucciderle. Lo scoop di L214 mostra chiaramente come invece gli animali uccisi a Soule riprendano coscienza poco prima di essere uccise e come cerchino di divincolarsi una volta appesi al gancio. Inoltre in altre inquadrature viene mostrato come gli addetti alla macellazione (il mattatoio di Soule impiega 33 persone e lavora 3.000 tonnellate di carne all’anno) procedano a tagliare le gambe e la testa degli agnelli mentre sono ancora in vita e coscienti. In altre occasioni invece gli operai usano gli storditori elettrici unicamente per divertimento e per maltrattare gli animali.

Gli storditori elettrici usati per divertimento

Ma perfino le gabbie dove gli animali vengono tenuti prima dell’abbattimento sono fuori norma, sarebbero troppo piccole, soprattutto per animali di grossa taglia. Il direttore dello stabilimento, Gérard Clémente, intervistato da Le Monde ha detto di essere rimasto profondamente shockato dopo aver visto il video ma ha tentato di giustificare l’agire dei suoi operai spiegando che durante il periodo pasquale nel mattatoio devono essere macellati 15.000 agnelli in poco meno di quindici giorni: “se potessimo lavorare più serenamente probabilmente certi episodi non si verificherebbero“. Ma probabilmente non è così, L214 ha già denunciato nei mesi scorsi diversi altri episodi del genere, scoperti in altri mattatoi francesi, ad esempio al mattatoio di Vigan o quello di Ales, entrambi chiusi dopo la diffusione dei video dove si vede chiaramente che gli animali non vengono macellati seguendo la normativa stabilita per la macellazione convenzionale che prevede lo stordimento completo dell’animale prima dell’uccisione. Diverso è il caso dei mattatoi “rituali”, ad esempio la macellazione halal o kasherùt, la cui esistenza è permessa in Francia come in Italia all’interno di strutture autorizzate. Che si sia vegetariani, vegani o “carnivori” non si può tollerare il modo in cui operano questi mattatoi che è assolutamente al di fuori della legge. I “carnivori” senza ipocrisia sanno che il consumo di carne prevede necessariamente l’uccisione degli animali e senza dubbio non si tratta di qualcosa di piacevole o di indolore ma la normativa prevede che all’interno dei macelli vengano rispettati dei criteri per garantire la minore sofferenza possibile. L’associazione L214 ha promosso una petizione grazie alla quale è riuscita ad ottenere la creazione di una commissione d’inchiesta parlamentare per fare luce sull’operato dei mattatoi francesi.