Fatti

Gli insulti (vergognosi) a Carlo e Christian, papà di Julian e Sebastian: "Fanno schifo, vanno fustigati"

neXt quotidiano|

“Non serve la legge Zan per capire che questi due egoisti vanno fustigati”, è uno dei commenti. Un altro: “Se li avete comprati al mercato dell’utero in affitto allora il leghista che voleva aprire i forni per i gay non aveva tutti i torti”. E ancora: “Spero che questi bimbi, una volta cresciuti, gli sputino in faccia”. Poi: “Vedremo tra un po’ come saranno cresciute queste creature. Sempre che non li stuprino prima”. Questi sono solo alcuni dei commenti vergognosi che sono stati scritti da qualche uomo e donna passati per la pagina Facebook del consigliere regionale della Toscana e fondatore della onlus #vorreiprendereiltreno Iacopo Melio. Che, in occasione della giornata internazionale della famiglia aveva deciso di condividere lo scatto che ritrae Carlo e Christian con i loro figli Julian e Sebastian. Aveva scritto Melio:
Loro sono Carlo e Christian, papà di Julian e Sebastian. E questa foto colorata mostra una delle tante, bellissime, forme di famiglia.⠀
Ecco perché serve il DDL Zan, affinché nessuno metta più in discussione il valore di questi quattro sorrisi.⠀
Viva le famiglie, tutte, ovunque ci sia amore!

La denuncia di Carlo e Christian

Carlo e Christian si amano e sono i papà di Julian e Sebastian. Loro gestiscono un blog (si chiama Papà per scelta) in cui sostanzialmente raccontano la loro vita da papà di due bimbi. E hanno una pagina Facebook, al quale hanno sfidato la loro denuncia verso questi commenti (ignobili). Un testo lungo, da leggere tutto d’un fiato. Anche (e soprattutto) a chi dice che il Ddl non sia una priorità:
È bastato che il consigliere regionale Iacopo Melio pubblicasse la nostra foto in occasione della giornata internazionale delle famiglie per scatenare uno sciame di commenti di una violenza inaudita.
Per chi ancora avesse dubbi sul DDL Zan, la risposta la trovate a chiare lettere nella ferocia di queste persone che usano le parole come fossero proiettili.
Persone che ieri sono scese in piazza urlando con tanto fiato in gola il loro NO ad una legge liberticida, ma che poi si sentono legittimate a vomitare il proprio odio.
C’è chi ci fustigherebbe. Chi ci definisce mostri, idioti e probabili stupratori. Chi vorrebbe riaprire certi forni. Chi ci considera spregevoli, pagliacciata, schifo, spazzatura. Chi si augura che i nostri figli un domani ci sputino in faccia.
È questa la libertà d’opinione che volete preservare? È questo il pluralismo di idee che volete salvaguardare? È questo il vostro modo di proteggere la famiglia tradizionale?
NO signor*. Questa si chiama omofobia. Si chiama discriminazione. Si chiama istigazione all’odio.
E in Italia non esiste una legge che riconosca reati del genere, con l’aggravante omofobica.
Perché qui state discriminando i nostri figli “solo perché hanno due papà”.
State offendendo due padri “per il loro orientamento sessuale”.
State violentando la nostra identità, calpestando i principi di uguaglianza e pari dignità sanciti dalla Costituzione.
Per tutt* quell* che hanno espresso il loro dissenso in modo civile, state seren*.
Nessuno vi toglierà il diritto di dire che un bambino ha bisogno di una madre e un padre. Anche se ignorate che la comunità medico scientifica internazionale ha raggiunto da anni l’unanimità sul principio che non sussistono differenze tra famiglie omogenitoriali ed eterosessuali.
Nessuno vi toglierà il diritto di essere contrari alla GPA. Anche se in decine di paesi avviene solo come atto volontario, libero e consapevole.
Nessuno tenterà di farvi cambiare idea o di imbavagliare il vostro punto di vista.
Quello che questo Paese attende da vent’anni è che rispetto e dignità sono valori non sacrificabili sull’altare della vostra presunta libertà d’opinione.